COMUNICATI

Autoriduzione al cinema Capitol: 5 mesi per gli attivisti bolognesi

Bologna - Giovedì 12 luglio 2007

Ieri, mercoledì 11 luglio 2007, presso il Tribunale monocratico di Bologna i 29 imputati del processo all’autoriduzione al cinema Capitol sono stati tutti condannati a 5 mesi di detenzione, pena sospesa, per violenza e minaccia e per turbative nel pacifico possesso dell’immobile.
Per tutti gli imputati è stata esclusa l’aggravante di eversione dell’ordinamento democratico.
Ad una prima lettura del dispositivo della sentenza si potrebbe cadere in una erronea soddisfazione nel vedere che anche un giudice del dibattimento, per la prima volta chiamato a decidere in merito all’aggravante di eversione, ha deciso per la sua insussistenza.
Riguardo alle motivazioni dell’esclusione si dovranno attendere i rituali termini di tempo, ma è lecito aspettarsi una sostanziale omogeneità di contenuti con le pronunce già pubbliche del tribunale del Riesame e della Cassazione che su questioni analoghe avevano già formato una corposa giurisprudenza.
E’ pacifico che l’esclusione delle finalità eversive sia cosa buona e giusta, soprattutto nella prospettiva in cui questa sia stata l’ultima volta che discutiamo dell’art. 1 della legge 15 del 1980.
L’erronea soddisfazione arriva dalla convinzione che mai avremmo dovuto discutere della legge Cossiga. Escludere per uno sconto al cinema l’ aggravante eversiva è una operazione di buon senso e di razionalità e non può certo, da sola, farci ritenere soddisfatti. Ieri 29 uomini e donne, militanti sindacali, studenti universitari,e giovani dei centri sociali, tutti incensurati, sono stati condannati a 5 mesi di reclusione per aver partecipato ad un’autoriduzione pacifica.
Sono stati condannati per aver preso parte ad un’iniziativa che aveva creato consenso, che era stata partecipata e sulla quale tante associazioni avevano dimostrato favore e solidarietà.
Questione ancora più grave: gli imputati sono stati condannati senza alcuna prova che ci siano state minacce o violenze e, tutti i testi, anche quelli dell’ accusa, sono stati concordi nell’affermare che nessuno degli imputati ha commesso i reati a loro ascritti.
Non possiamo non immaginare che il clima creato prima dalla procura e poi da chi amministra questa città abbia contaminato questa sentenza.
Quel clima che descrive Bologna come una città invivibile, quella corrente di pensiero che vede in ogni iniziativa politica che travalichi le forme classiche e statuite della rappresentanza, un attentato alla civile convivenza ed alla tranquillità.
Noi siamo tranquilli.
Continuiamo a credere che la conquista dei diritti non passi esclusivamente per le iniziative parlamentari e legislative.
Pensiamo, come sempre che i movimenti ed i conflitti siano stati e continueranno ad essere la benzina nel motore di una società più giusta e più libera.

Cs Tpo
Forum libertà di movimento
Rdb-Cub

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