Nel secondo giorno di permanenza nel territorio Yaqui a Vicam la Carovana dell’Associazione Ya Basta ha incontrato le donne indigene: nonostante le difficoltà di vivere in un paese come il Messico, dove gli indigeni non sono nemmeno considerati nella Costituzione e dove ancora di più la donna indigena non ha diritti, le donne yaqui sono riuscite a costruire una cooperativa e grazie a questa hanno avuto un’opportunità per organizzarsi e partecipare attivamente alla vita sociale della comunità.
La creazione della cooperativa ha dato loro la possibilità di incontrarsi e discutere assieme fuori dalle mura domestiche, di realizzare l’artigianato e i ricami tradizionali che vendono ed espongono nelle fiere locali, di farsi promotrici di salute ed educazione nei villaggi.
Le donne possono partecipare alle assemblee delle autorità Yaqui portando le loro proposte, tuttavia non hanno ancora alcuna rappresentanza femminile all’interno delle autorità tradizionali.
Nel pomeriggio i carovanieri hanno incontrato le autorità tradizionali Yaqui all’interno del luogo in cui vengono prese le decisioni rispetto all’organizzazione degli 8 pueblos.
Le autorità tradizionali si sono presentate, spiegando il ruolo che rivestono, come sono organizzate e come vengono elette.
Hanno poi continuato raccontando brevemente la loro storia e la suddivisione negli 8 villaggi: i governatori principali sono coloro che prendono le decisioni e vengono eletti attraverso il metodo del consenso, rimangono in carica un anno e designano i loro successori.
La struttura delle autorità tradizionali negli anni è migliorata con nuovi incarichi, ma ovviamente il governo ufficiale non li riconosce come autorità.
[ audio ] (1a parte con traduzione)
Hanno continuato raccontando i problemi delle loro comunità: rispetto al territorio e alla carenza d’acqua che caratterizza la zona desertica, altri problemi politici riguardo alla loro autonomia come governo dal momento che non vengono riconosciuti, gli inganni del governo ufficiale sulla costruzione di una diga che avrebbe dovuto migliorare le condizioni idriche della zona.
Un altro importante problema riguarda la politica del governo, che dà poco appoggio ai piccoli coltivatori: non avendo accesso ai crediti per comprarsi i macchinari e le sementi per coltivare i campi, sono costretti ad affittare le terre ai grandi proprietari terrieri e diventare lavoratori malpagati delle loro stesse terre.
[ audio ] (2a parte con traduzione)
Inoltre la comunità soffre di carenze legate a problemi sociali come quello della salute, dell’educazione e della casa.
Il governo non ascolta le richieste del popolo Yaqui: dopo l’uragano del 2002 che aveva raso al suolo il villaggio, il governo aveva promesso 285 case che non sono mai state costruite, inoltre nel territorio Yaqui esistono le scuole primarie, secondarie e preparatorie, ma non l’università, e chi vuole continuare gli studi deve spostarsi in un’altra città con spese insostenibili.
Gli indigeni non hanno la possibilità di avere un’uguaglianza reale e sono discriminati, la loro cultura e lingua non vengono riconosciute né studiate nelle scuole: la discriminazione nei loro confronti viene dall’alto, non da chi vive nelle città.
[ audio ] (3a parte con traduzione)
Il governo ufficiale sostiene che gli Yaqui siano solo un peso: in realtà loro partecipano attivamente al miglioramento delle loro comunità attraverso numerosi progetti, ma non sono tenuti in considerazione.
Nelle loro terre passano la carretera internazionale e vari gasdotti ed elettrodotti che non gli permettono di coltivare la terra, tutte le infrastrutture hanno distrutto il territorio: i governi credono ormai di averli in pugno e di averli sconfitti, perciò vogliono imporre progetti turistici in cui gli indigeni comparirebbero come servitori o camerieri, ma il popolo Yaqui continua a resistere alla svendita delle loro terre.
[ audio ] (4a parte con traduzione)
Galleria d’immagini
Link utili:
Sito Incontro dei popoli indigeni d’America
Enlace Zapatista
Zezta Internazional