COMUNICATI

Plage Sauvage 2007

Senigallia - Quando il razzismo e’ di casa!

Inchiesta sulla questione abitativa/Parte Seconda

Marche - Venerdì 10 agosto 2007
-  1° parte dell’inchiesta sulla questione abitativa:
"Aspettando il terremoto"

Quando il razzismo e’ di casa!

Gli immigrati rubano la casa ed il lavoro agli italiani, anzi, stanno proprio pianificando un’invasione dell’Europa cristiana e democratica. Allora, l’Iltalia agli italiani! Lo dicono i fascisti, lo dice la destra postfascista e xenofoba, ed anche quella liberale ed è purtroppo un’opinione condivisa anche se difficilmente confessata, in area PD. D’altronde gli immigrati rubano e spacciano, ed allora - anche se di bravi e ubbidienti se ne trovano – risulta difficile difenderli, perché rendono l’italiano medio insicuro. L’immigrazione equivale ad insicurezza e quindi ad una potenziale violenza che può disturbare lo scorrere sereno della nostra irenica società. In poche parole l’immigrato non porta voti e quindi o lavora a testa bassa (in nero e mal pagato) o a casa … o dentro un CPT!

È questa l’argomentazione razzista che trasversalmente attraversa la classe dirigente della destra e della sinistra, i ceti popolari ed il ceto medio e soprattutto i mass-media. Quest’argomentazione non solo è empiricamente fallace, ma soprattutto pericolosa, perché tenta di alludere a un improbabile scontro di civiltà. L’immigrato, invece, mantiene una funzione strategica nel ricatto del lavoratore - pensiamo a circuiti di caporalato, al lavoro a cottimo, alla schiavitù nel settore agricolo del Mezzogiorno, fino al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di stampo mafioso. In sostanza, quello che avviene è una misera e crudele guerra tra poveri che mistifica la comune condizione di sfruttamento e di precarietà a cui il lavoratore è sottoposto indipendentemente dall’essere italiano o straniero.

Se paura, ansia, ignoranza e paranoia governano il discorso politico, vediamo cosa invece dice il censimento annuale dell’ISTAT (datato il 31 dic. 2006):
-  La popolazione residente in Italia è a quota 59 milioni, il che equivale ad un aumento della popolazione pari allo 0,6% (379.576 persone) dovuto sostanzialmente alle migrazioni dall’estero. Fuori dal computo restano tutti i clandestini, non poca cosa!
-  Una fetta sempre più consistente della popolazione è “straniera”: il 5% nel 2006 contro il 4,5% del 2005. Nel Centro Italia il rapporto stranieri-italiani è del 6,4%.
-  Negli ultimi dodici anni l’incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati della popolazione residente in Italia ha registrato un incremento dal 1,7% al 10,3%. I figli dei migranti rappresentano il 12% dei bambini del Centro Italia.
-  Le migrazioni più consistenti provengono dalla Romania (271,491 persone), dall’Albania (256,916 persone) e dal Marocco (114.165 persone).
-  Nel 2006 anche le migrazioni interne sono state corpose, infatti circa un milione e mezzo di persone hanno fatto trasferimenti di residenza, soprattutto dal Mezzogiorno verso le zone del Nord e del Centro Italia.

Dietro le paranoie e la costante produzione di paura che fa del migrante il nuovo soggetto deviante per eccellenza, vi è una realtà che afferma l’esatto contrario. Il “bel paese” cresce proprio grazie ai migranti che silenziosamente lo stanno cambiando deprovincializzandolo, e che lo stanno arricchendo sia economicamente sia culturalmente. Questo processo pur non essendo privo di conflitti e tensioni, è inarrestabile - al di là della volontà di poteri ed istituzioni - com’è inarrestabile la ricerca di una vita migliore … della felicità!

Per quanto riguarda l’accesso al mercato della casa un migrante si trova oggettivamente in maggiore difficoltà rispetto ad un qualsiasi italiano, anche rispetto a chi vive una condizione di relativa o totale povertà. Infatti, benché siano moltissimi gli immigrati nelle graduatorie per la casa popolare, essi in percentuale rappresentano poco più del 30%, cioè 3 su 10. Infatti, a Senigallia su 100 posti dati nelle graduatorie solo il 30% è rappresentato da migranti. Ad un migrante quando entra nel libero mercato degli affitti vengono richieste maggiori garanzie rispetto a chi è autoctono, come una mensilità all’anno in più; in pratica è come se ogni anno si pagasse 13 mesi di affitto. Invece, per acquistare una casa la situazione è ancora peggiore, dal momento che si va incontro a mutui con interessi più alti.

Per i migranti a Senigallia, l’abitazione risulta essere un problema sostanziale – vitale – in quanto:
-  Affitto locali di dimensioni e qualità inadeguate.
-  Assenza di tutela contrattuale.
-  Canoni di locazione onerosi (oltretutto durante il periodo estivo aumentano vorticosamente), dai 500 ai 1000 euro totali al mese o addirittura con un “affitto ad personam” di circa 200 euro al mese.
-  Appartamenti di 40m² affittati a 4, 5 o 6 persone contemporaneamente.
-  Le agenzie non affittano agli stranieri, anche a quelli che vivono da molto tempo in Italia.

Trasformando in discorso il brusio di sottofondo a cui sono relegate le parole dei migranti, questi dati rendono evidente l’ipocrisia interessata dell’argomentazione razzista, tanto di quella esplicita a destra, che di quella implicita a sinistra. Eccola la condizione di vantaggio del migrante sull’italiano!

Centro sociale occupato autogestito Mezza Canaja
... in Plage Sauvage ’07!



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