A dir la verità,
l’ordinanza che a Firenze, la Giunta di centro-sinistra ha messo in campo contro i lavavetri, non ha certo il sapore di una novità.
Se oggi l’oggetto dell’attenzione è chi ai semafori cerca di guadagnare qualche spicciolo, nei mesi scorsi, al centro della scena erano finite prostitute, “accattoni”, Rom e Sinti: ogni città, ogni amministrazione, ha intrapreso la sua piccola battaglia contro il degrado individuando in questo o quel soggetto il problema da eliminare.
Come nelle altre occasioni, il provvedimento di turno, porta con se anche lo strascico di dichiarazioni, prese di posizioni, divergenze e plausi che vengono offerti dal dibattito politico.
Non mancano le dichiarazioni di intenti, a volte superficiali, come quelle secondando cui, provvedimenti di questo tipo potrebbero servire ad eliminare il racket e lo sfruttamento, altre aberranti come quelle di chi definisce quello di Firenze “un provvedimento per evitare di diventare razzisti”.
In altre parole, un provvedimento razzista che dovrebbe evitare proprio la diffidenza e l’ostilità nei confronti dei migranti.
Il confronto si gioca, come ormai accade da tempo, sempre e solo sul terreno della sicurezza.
Si parla dell’efficacia e dell’opportunità dei provvedimenti, soffocando nel vortice securitario i nodi veri della discussione.
Continua.........
Ascolta l’intervista con Sandro Chignola - Uninomade nordest

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