Rimini - Si è concluso il programma delle giornate di lotta e socialità intorno al tema delle molteplici forme di resistenza ai dispositivi della governance che attuano un continuum nelle pratiche repressive ed espulsive dei centri sociali occupati, proprio per le loro capacità di connettere ed intercettare i claims che sorgono nella moltitudine.
Il
Paz, rappresenta uno spazio che contiene ma soprattutto è attraversato da tante esperienze di lotte e resistenze, pensiamo al tema dell’ambiente, a quello dei migranti, al libero accesso alla cultura. Né è stata la conferma l’assemblea del 30 agosto, presso la sala della Provincia, organizzata dal centro Studi Blegher, dove in tanti non solo hanno espresso la solidarietà al Laboratorio Paz, ma una comunione di intenti da agire in difesa di questa esperienza di autogestione. [ Foto ]
Partecipata anche l’assemblea con Don Andrea Gallo della Comunità di S.Benedetto al Porto, un assemblea incentrata sul tema del proibizionismo e delle articolazioni del comando sulle forme di vita, in una città che ha espresso ed esprime, poi, il peggio delle politiche sulle sostanze, come S.Patrignano. [ Foto ]
Il 2 settembre, un sabato interamente dedicato al tema degli spazi sociali, con una sentita e desiderante assemblea, dove hanno partecipato tante realtà dei centri sociali occupati dalle Marche, all’Emilia Romagna, fino al Nord Est, un’assemblea che partendo dagli ultimi sgomberi avvenuti questa estate, C.s.o. La Chimica e Lab. Crash, ha poi delineato alcuni nessi importanti e comuni per le lotte del prossimo autunno. [ Foto ]
Se un centro sociale è fatto di un desiderio comune, di una forza comune, "ci vuole forza per occupare e resistere", esso non disperderà mai la sua potenza, né tantomeno la sua ricchezza, perché una qualsiasi forma repressiva, uno sgombero, un muro, dei fili spinati possono solo rafforzarle.