Si é concluso sabato in Brasile il Grito dos Excluidos, iniziativa fissa dei movimenti sociali dal 2002, quando organizzarono un plebiscito popolare contro l’Alca. Quest’anno il nodo del plebiscito (organizzato non a caso durante quella che in Brasile é la settimana della patria: l’intento é di focalizzare l’attenzione pubblica sul saccheggio delle risorse nazionali da parte di imprese estere) é la campagna contro la nazionalizzazione della Vale do Rio Doce, che qualcuna há definito il piú grande furto legalizzato della storia.
Senz’altro, nell’amara storia delle privatizzazioni neoliberiste, é un esempio emblematico.
Nel 1997 il presidente Cardoso, cavaliere del neoliberismo, lasció stupefatti i brasiliani annunciando che all’interno del suo piano di privatizzazioni era compresa anche la Compagnia Vale do Rio Doce. Fra lo sdegno popolare e lo sfregamento di mani degli avvoltoi che da tempo muovevano le leve giuste della politica per riuscire a metterci le mani - fra cui anche la brasilianissima Banca Bradesco - la Compagnia fu venduta per decreto legge al ridicolo prezzo di 3 miliardi di dollari, quando il prezzo stimato sul mercato era, giá allora, di piú di novanta.
Cardoso giustificó il basso prezzo con la necessitá di pagare il debito pubblico, cosa che, puntualmente, non accadde. A gestire il grosso dei proventi della CVRD sono le compagnie europee: dopo la privatizzazione, due terzi delle azioni sono finite in mano straniere.
A dieci anni dalla scandalosa svendita, e con decine di azioni legali in corso che ne sostengono l’incostituzionalitá, il Grito dos Excluidos contro la privatizzazione della Compagnia ha mobilitato ottantamila volontari e raccolto le firme di circa sei milioni di persone. Ma nonostante i milioni di brasiliani coinvolti, i grandi media brasiliani (tutti in mano a quattro gruppi che detengono il grosso della radiodiffusione e dell’editoria) sono riusciti a ignorare completamente l’evento - complici, senz’altro, i nessi della compagnia con il mega gruppo di informazione Globo, la cui televisione, la maggiore in Brasile, nei giorni del plebiscito trasmetteva uno spot in cui la compagnia illustrava la propria politica in favore dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori.
Ciononostante, le firme e i risultati del plebiscito, che nel nordest riguardava anche la trasposizione del fiume São Francisco, saranno consegnati al presidente Lula, probabilmente in occasione della prossima Assemblea Popolare Nazionale, a Brasilia dal 22 al 25 ottobre prossimi.
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