Chiedono "l’applicazione della legge Mancino (incitamento all’odio etnico, razziale e religioso) e della legge 645 del ’52, per apologia di fascismo", i giovani del Centro sociale Paz, obiettivo dell’assalto, sventatato, di un gruppo di militanti e simpatizzanti di Forza Nuova. Ieri nei confronti degli undici estremisti di destra fermati dai carabinieri (tredici contando anche i due minorenni), tra cui il responsabile provinciale del movimento Cesare Bonetti, si è svolta l’udienza di convalida dei provvedimenti restrittivi; la decisione del giudice è prevista per oggi.
I giovani del ’Paz’ hanno annunciato che "le persone fisiche che hanno subito attacchi o danneggiamenti di tipo fisico e morale si costituiranno parte civile durante il processo" (in febbraio contro il centro sociale erano state lanciate due molotov, che avevano provocato lievi danni alla recinzione dell’edificio, e in luglio erano state incendiate due auto parcheggiate nei pressi) e hanno invitato a fare altrettanto "anche le istituzioni e i partiti che si riconoscono nei valori democratici del’antifascismo e della resistenza".
Il ’Paz’, che è attualmente sotto sgombero e che per questa sera ha promosso un’assemblea pubblica in città, rileva che "a Rimini da diverso tempo era presente un gruppo squadrista operante con scopi eversivi e per attuare attentati alle cose e alle persone. Il bersaglio privilegiato è stato il laboratorio Paz, spazio di democrazia e rivendicazione dei diritti che ha sempre agito nel rispetto delle persone e delle cose per costruire una città aperta solidale e includente".
La segreteria nazionale di Forza Nuova ha diffuso una nota sul proprio sito internet in cui afferma che "corrisponde a verità che alcuni tesserati ed un responsabile di Forza Nuova facessero parte del gruppo di persone arrestate", che "al momento non appaiono chiari i contorni dell’ accaduto visto che, secondo la stessa ricostruzione degli inquirenti, una parte delle persone arrestate non sapevano di dover compiere alcun atto e che all’azione stessa avrebbe dovuto partecipare, fatto alquanto insolito, un settantenne", e che "qualsiasi comportamento in contraddizione con la linea politica ed etica di forzanovista comporta l’allontanamento ipso facto da Forza Nuova". La federazione riminese - conclude la nota - "é da oggi commissariata dal coordinamento regionale e dalla segreteria nazionale".
Fonte: (ANSA)