“Questa settimana noi del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) stiamo realizzando ancora una volta delle giornate di lotta per la Riforma Agraria. In vari stati del paese stiamo realizzando occupazioni e manifestazioni che hanno come obiettivo quello di fare pressioni sul Governo (…) Mentre il Governo Federale continua a dare priorità gli investimenti nell’agrobusiness (…) 150mila famiglie continuano accampate ai margini delle strade in tutto il paese.(…)”
Comincia così l’ultimo comunicato della Segreteria Nazionale del MST che annuncia l’inizio delle mobilitazioni che stanno avvenendo questa settimana in diversi stati brasiliani con l’obiettivo di denunciare la lentezza della realizzazione del piano di Riforma Agraria e il peggioramento delle condizioni di lavoro e vita dei contadini brasiliani a causa dell’implementazione di politiche economiche legate all’agrobusiness che incentivano la concentrazione della terra.
Martedì 25 a Brasilia, durante una riunione con il Ministro dello Sviluppo Agrario e il Presidente dell’Incra (Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria), l’MST ha consegnato al Governo un documento di rivendicazioni relative alla realizzazione della Riforma Agraria nel paese.
Tra i vari punti sono comprese le richieste di revisione degli indici di proprietà, l’insediamento immediato di tutte le famiglie accampate, gli incentivi per l’agricoltura familiare e per l’assistenza tecnica, l’educazione e la salute. L’MST denuncia anche l’acquisto delle terre da parte di imprese straniere per la realizzazione di monocoltivazioni di canna da zucchero e eucalipto, che distruggono l’ambiente e sfruttano il lavoro degli agricoltori brasiliani, difendendo invece un modello agricolo basato sulla piccola proprietà rivolta alla produzione di alimenti sani per la popolazione.
“Lottiamo per la fine del latifondo. Vogliamo la democratizzazione delle terra in Brasile. Per questo esigiamo che il governo federale vari un decreto che impedisca alle imprese straniere di comperare le terre brasiliane. Siamo in lotta in difesa della vita e della biodiversità, poiché sappiamo che le monocoltivazioni aumentano la povertà nelle campagne, danneggiano la terra, l’acqua e la sovranità del paese. (…)
Siamo coinvolti con la lotta di migliaia di brasiliani che cercano migliori condizioni di vita. Per questo lottiamo per l’accesso alla terra e per la distribuzione delle ricchezze del paese. Siamo impegnati nella lotta contro l’agrobusiness.(…)
Lottiamo per il rafforzamento dell’agricoltura contadina, per la sovranità alimentare del nostro popolo, per la biodiversità. Per tutto questo, ritorniamo a mobilitarci per esigere l’insediamento di tutte le famiglie accampate in tutto il Brasile.” Conclude il comunicato del MST.
Il Movimento, assieme alle altre realtà di lotta brasiliane, è impegnato in questi mesi anche su altri due fronti molto importanti: la lotta contro lo Spostamento del Rio São Francisco e il Plebiscito a favore della (ri)nazionalizzazione della Compagnia Vale do Rio Doce, svoltosi i primi di settembre, i cui risultati saranno resi noti il 9 ottobre.
Gli stessi Movimenti promotori del Plebiscito sono impegnati in questo momento nell’ organizzazione di una nuova giornata di protesta, fissata per il 24 ottobre. La Marcia in Difesa del Diritto dei Lavoratori sarà un momento di continuità con la lotta iniziata il 23 Maggio scorso, contro le riforme che eliminano i diritti dei lavoratori.
Anche questo secondo mandato del Governo Lula è caratterizzato da un forte conservatorismo e di conseguenza da un inasprimento delle proteste dei movimenti scontenti delle scelte che sono prese ai vertici della società.
L’illusione dei movimenti di veder realizzate le loro richieste è ormai da tempo tristemente seppellita e ci si prepara a un periodo di lotte – il mandato di Lula dura fino al 2010 – in difesa soprattutto delle risorse umane e naturali del Paese.
Associazione Ya Basta! Reggio Emilia
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