A cura di Copyriot Community
Pochi giorni fa tutti i quotidiani online e le webzine musicali, riportavano l’annuncio dell’ uscita del nuovo album della band inglese.
Fino a qui tutto bene..
La "sorpresa" consiste nel fatto che i Radiohead, essendo orfani di casa discografica, si sono interamente autoprodotti l’album, rifiutando il ritorno alla EMI, la major musicale a cui erano stati legati fino al penultino disco. Ma c’e’ di piu’: il disco, almeno per ora (dal 10 ottobre) uscira’ solo in formato digitale e sara’ possibile scaricarlo da un sito creato apposta dalla band, e "udite udite", il prezzo "it’s up to you", dipende da te! Cioe’, il prezzo lo concordi direttamente scrivendo ai Radiohead sul sito dell’album.Non esiste un prezzo definito.
Quacuno l’ha gia’ acquistato a 2 sterline..
Questa mossa dei Radiohead punta a rivoluzionare l’ormai obsoleto sistema delle Lobby musicali, delle grandi industrie discografiche, del mercato che ci sta dietro, che niente fa perche’ la musica sia fruibile, accessibile a tutti. E dimostra come se ne puo’ fare a meno certe volte...che il “do it yourself” sia una pratica possibile e necessaria di questi tempi.
Certo i Radiohead se lo potevano permettere,questo e’ vero. Comunque la mossa della band inglese costituira’ un precedente molto importante, da non sottovalutare.
Sicuramente non dovranno sottovalutarlo le major discografiche. Emblematico e’ il commento del boss della EMI: ”se un gruppo di fama internazionale come i Radiohead si produce l’album da solo, allora non so piu’ a cosa serve il nostro lavoro.”
E’ questo il risultato che vogliamo,che la musica sia prodotta e gestita dai gruppi stessi,che il prezzo non sia di “listino”,di mercato,ma corrisponda alle reali esigenze e delle band e dei fans,di chi poi la musica che qualcuno suona la rende viva,la diffonde,al porta con se’.
Chi poi fa si che la band sia conosciuta in giro, suoni, e magari abbia la stessa fortuna dei Radiohead (a parte gli album pubblicati con la EMI). Perche’ la lezione deve servire anche per i gruppi o i singoli: se il tuo album viene scaricato, diffuso, anche “illegalmente”, gratutitamente, questo non puo’ che giovare a i tuoi interessi.
E’ facilissimo come concetto.
Alla faccia di Giorgio Faletti, Gino Paoli e Lucio Dalla. E di tutti quelli che pensano che la musica sia un business, qualcosa con cui diventare ricchi, un privilegio di e per pochi, una delle tante cartelle del file “libero mercato(?)”. Non e’ cosi’...e qualcosa sta cambiando..
Ascolta l’intervista con Dino, Copyriot Community ai microfoni di Radio Sherwood.