Il tema della violenza sulle donne negli ultimi tempi viene troppo spesso relegato a meri fatti di cronaca locale o, in alcuni casi di particolare efferatezza diventa il grande caso di cronaca nera su cui si costruiscono eventi mediatici e salotti televisivi. Di fronte a questi episodi crediamo sia giusto, necessario e urgente aprire uno spazio di riflessione e iniziare a farsi le domande giuste, partendo dalla semplice evidenza dei fatti. Chiedendoci semplicemente: perché? Cosa sta succedendo?
Abbiamo pensato di mettere a disposizione uno spazio comunicativo, per raccogliere contributi, riflessioni, dialoghi e confronti. Coinvolgendo femministe, scrittrici, giornaliste, sociologhe, intellettuali e tutte le soggettività che per collocazione, genere e generazione possano contribuire e costruire la discussione. Uno spazio ampio, che possa aiutare a comprendere le declinazioni e le problematiche che il tema della violenza sulle donne pone nel nostro tempo.
Stefania del centro sociale TpO presenta la campagna contro al violenza sulle donne
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Leggi il manifesto del TpO: Guai a chi ci Tocca>Stop sexual Violence
Molti sono i contributi che abbiamo raccolto nella discussione, ecco quelli che vi proponiamo.
Confronto con Eleonora Cirant dell’Osa Donna di Milano (Osservatorio sulla salute della donna). “Non è con le telecamere che si sconfigge il problema, quelle aumentano solo il controllo non la sicurezza. Penso che basterebbe a ciascuna interrogare la propria storia e la propria esperienza per capirlo. La storia di ogni donna potrebbe essere la storia del difendersi da una violenza”.
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L’aumento della violenza è reale secondo Porpora Marcasciano del Movimento identità transessuale. “Quello che mi chiedo come mai nel resto d’Europa questa escalation non c’è stata? Come mai questa impennata principalmente in Italia, dove ha toccato delle punte pericolose? Credo che nel nostro paese si siano creati i presupposti perché questa violenza si sviluppi e prenda forza”.
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Olivia del Collettivo A-Matrix di Roma: “La figura della donna, in questa logica, viene rappresentata come indifesa ed estranea all’ambiente esterno maschile e deve essere accompagnata dalle autorità o dalle telecamere. Ma non solo, viene considerata incapace di decidere del proprio corpo –con gli attacchi alla 194”.
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Con Valentina delle Etichette Stupide ragioniamo sull’immaginario femminile e maschile costruito dai media e dalla società e su come questo incida sul tema della violenza sulle donne. La violenza sulle donne oggi ci pone dei problemi non solo di ordine culturale ma di ordine politico. Credo che sia estremamente legata alle politiche di esclusione e a tutto il parlare che si fa di legalità e sicurezza.
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Confronto con Ida Dominijanni, giornalista de Il Manifesto.
Penso che questo sovrappiù di efferatezze sul corpo femminile, siano una reazione alla libertà femminile guadagnata con il femminismo. Non è un ritorno dell’uguale, non è la stessa cosa di venti o trent’anni fa, mi pare evidente che si a un aspetto di violenza identitaria che ha moltissime manifestazione nel mondo di oggi. Oggi non si capisce se questi fenomeni siano in aumento o se ci siano più denunce, certo colpisce l’efferatezza. Credo che la risposta sia nell’andare alla ricerca di nuove pratiche che rilancino il conflitto tra i generi. La questione della violenza poi porta a galla altre domande: come viene vissuto oggi il sesso, perché è così violento?
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Alcune considerazioni con Lea Melandri, fondatrice dell’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, che parla anche della manifestazione di sabato 24 novembre a Roma contro la violenza contro le donne.
Però è anche vero che ancora questa verità non viene detta. Come non viene detto che queste violenze vengono commesse da uomini senza distinzione di passaporti e di nazione.
Proprio per questo occorre dire che tutto questo ha a che fare con un fatto sociale storico politico di dominio storico. A Roma diremo chiaramente no al sessismo, no alla violenza degli uomini contro le donne ma no anche al razzismo, no a chi, come il nostro governo, tende ad usare – senza nominarla –questa violenza come scuse per campagne xenofobe.
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Sulla manifestazione indetta per 24 sabato novembre contro la violenza sulle donne, abbiamo sentito Giulia, dei collettivi romani che si sono fatti promotori della mobilitazione. La grande adesione a una manifestazione che è stata autoconvocata dal basso, soprattutto tramite internet, è il sintomo che sono tante le donne che sentono la necessità di ribadire che il problema della violenza contro le donne non è legato alle politiche securitarie, ma ha radici culturali ben più profonde.
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Agenzie di stampa
Inaugurazione della nuova sede con una campagna anti discriminazione. Tpo contro la violenza sessuale - da La Rebubblica Bologna
Il coma a 21 anni per l’aborto clandestino di Gianpiero Calapà - La Stampa Online
Aborto: il Boom degli obiettori inchiesta di Giuseppe del Bello - Repubblica Online
Firenze, Sentenza accoglie il ricorso di una donna affetta da una rara malattia - da Repubblica OnLine
Una ricerca dell’Istat sfata molti luoghi comuni sui reati a sfondo sessuale. Secondo i dati resi noti dall’istituto solo il 10% delle violenze arriva da stranieri - da Repubblica.it
In dodici mesi un milione di donne ha subito violenze. Per le più giovani ancora oggi è questa la prima causa di morte - da Repubblica OnLine
Storie di dolore e di riscatto tra le ospiti di alcuni centri antiviolenza - da Repubblica OnLine
Maschi sfiliamo contro di voi, siete la metà violenta del cielo - di Laura Eduati
L’aborto del giorno dopo - di Flavia Amabile, La Stampa Online
Link
www.osadonna.org
www.mit-italia.it
www.etichettestupide.wordpress.com
www.universitadelledonne.it
www.controviolenzadonne.org
www.dirittiumani.donne.aidos.it
Alcuni dati
www.istat.it
Contributi
Ogni martedì alle ore 13 su Radio Kairos – Bologna 105.85 FM
Le pasticche di Cytotec regolarmente in vendita in farmacia e l’aumento delle interruzioni di gravidanza clandestine articolo da La Stampa OnLine di Flavia Amabile
L’uso globale del corpo femminile: gli anelli mancanti nella discussione sull’aborto di Lea Melandri - da Liberazione
Leggi l’articolo di Lea Melandri: La costruzione patriarcale della "razza"
Leggi l’articolo di Ida Dominijanni: L’emergenza rimossa
Leggi l’articolo di Lea Melandri: La violenza sessista è l’atto di nascita della politica
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