LE TRASMISSIONI

Caminantes - Trasmissione del 10 novembre 2007

Sabato 10 novembre 2007

All’inizio della trasmissione di questa mattina siamo andate in Chiapas, per ricordare il massacro di Acteal avvenuto il 22 dicembre 1997.
Abbiamo letto il comunicato della Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani (CCIODH), che spiega come quel 22 dicembre di 10 anni fa un gruppo di paramilitari ha sparato in maniera indiscriminata all’interno di una chiesa della comunità di Acteal, uccidendo 45 persone, tra cui 16 bambini, 20 donne e 9 uomini, che stavano pregando per la pace dei loro villaggi e delle comunità vicine, desplazadas dalle loro terre perchè accusate di appoggiare l’EZLN.
Acteal evoca oggi altre situazioni di violazione dei diritti umani, da Atenco, a Oaxaca, al Guerrero, a Ciudad Juarez.
Dieci anni dopo Acteal, continua ad essere necessario ricordare la strage, le cause e i suoi protagonisti.
E’ possibile aderire all’appello della CCIODH scrivendo a cciodh@pangea.org o cliccando sulla pagina dedicata alla raccolta delle firme.

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Siamo rimaste poi ancora in Chiapas, per ricordare la Carovana "l’Autonomia Possibile" dell’Associazione Ya Basta, che attraverserà i caracoles zapatisti e parteciperà al III Incontro Internazionale dei Popoli Zapatisti con i Popoli del Mondo, tra la fine di dicembre 2007 e l’inizio di gennaio 2008.
Dopo l’incontro, la carovana si sposterà nel Caracol de la Realidad assieme ad una brigata sanitaria composta da diversi medici italiani, per condividere e sostenere il sistema di salute autonoma zapatista.
Stamattina ne abbiamo parlato con Roberto Marinello, medico pediatra, responsabile della brigata sanitaria.

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Siamo rimaste ancora in Messico, spostandoci però nella città di Oaxaca.
La settimana scorsa, il 2 novembre, è stato il giorno dell’anniversario della cosiddetta vittoria di tutti i santi, la battaglia nel quale il popolo di Oaxaca è sceso nelle strade per difendere Radio Universidad quando la Polizia Federale Preventiva, già posizionata nello Zocalo, la piazza principale, aveva cercato di sgomberare ciò che in quel momento era il mezzo di comunicazione indipendente più importante del movimento.
La settimana scorsa quindi, un anno dopo, nell’incrocio de Los 5 Senores, sono stati organizzate diverse azioni per ricordare ciò che era successo il 2 novembre dell’anno scorso.
La risposta dei corpi di polizia non è stata molto diversa da quella di allora: la polizia ha represso e incarcerato molti manifestanti.
In quest’intervista, Spartaco Frisari, dalla città di Oaxaca, ha ripercorso gli avvenimenti della settimana scorsa, commentando anche l’attuale clima che si respira nella città.

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Ancora in America Latina, siamo andate poi in Guatemala.
Il 4 novembre si sono tenute le elezioni presidenziali e Alvaro Colom, candidato della sinistra moderata, ha vinto con il 52% dei voti.
Ne abbiamo parlato con Aldo Zanchetta, operatore nel campo della difesa dei diritti umani dei popoli indigeni, per un commento sulle elezioni e sul risultato elettorale.

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Nella parte finale della nostra trasmissione stamattina siamo andate poi in Burundi, in Africa, per parlare di un paese del quale non avevamo ancora raccontato.
Il Burundi esce devastato dopo 14 anni di guerra: nonostante l’arrivo della democrazia nell’agosto 2005, le armi leggere che circolano in Burundi sono ancora moltissime.
Si stima che siano oltre 100.000 le armi in possesso delle famiglie.
Abbiamo intervistato Elena Patoner, responsabile di progetti di sensibilizzazione alla democrazia con i giovani e la popolazione burundese, per capire qual è la situazione geopolitica di questo paese e per promuovere la campagna per il disarmo della popolazione civile in Burundi.
E’ possibile aderire alla campagna cliccando sul sito dell’Associazione Amici Spagnolli o scrivendo a Elena Patoner.

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