R_Esistere… è il doppio binario dentro il quale viaggiano le donne in lotta qui e in ogni luogo del mondo. Esistere in quanto donne, quindi resistere al patriarcato, oltre che alla guerra, al neoliberismo, al fondamentalismo religioso, allo sfruttamento, alla povertà, alle violenze. Solo combattendo tutto questo possiamo immaginare un mondo migliore per tutte e tutti.
Laddove c’è ribellione e conflitto ci sono donne che prendono coscienza e si riconoscono tra loro. Donne che sanno, anche quando ne parlano poco, che a loro spetta un’altra grande battaglia, perché un mondo che le rispetti veramente non si costruisce cambiando le leggi e gli uomini ai governi. E neanche con i capri espiatori,costruiti ad arte, sempre poveri e immigrati, preferibilmente clandestini.Campagne xenofobe e razziste costruite sulla pelle delle donne violentate,capitanate dalla destra intollerante ma anche da una sinistra debole a caccia di voti, nel nome di una “sicurezza sociale”, il cui senso di sicuro porta solo repressione e controllo per tutte e tutti.
La lotta per la dignità delle donne deve girare a 360 gradi, tutto intorno a noi ed attraverso di noi, sta nella cultura dei potenti del mondo, ma anche in quella degli sfruttati. Sta negli uomini e nelle donne. In ogni luogo di resistenza e di conflitto che abbiamo conosciuto, le donne impegnate nelle lotte portano intrinseco in loro il valore aggiunto della messa in discussione del ruolo di genere e della relazione tra generi. Laddove si immaginano e sperimentano nuove comunità e forme di autonomia, le donne danno un enorme contributo ed hanno sempre, a fianco delle rivendicazioni di un popolo, una parola di donna che rivendica dignità, anche a partire da ciò che più gli sta vicino: la sua coppia, la sua famiglia, la sua comunità. Ce lo ha insegnato la lotta delle indigene zapatiste, che già nel ’94 sono state fondamentali nell’insurrezione e con la “Ley de las mujeres”, la prima legge zapatista, hanno costruito basi chiare su cui fondare l’autonomia. Oggi,nel 2007, convocano a dicembre in Chiapas un incontro al femminile tra le donne zapatiste e le donne del mondo, dedicato alla comandanta Ramona, al quale siamo tutte invitate. Pensiamo alle donne palestinesi, kurde, irakene, afgane, Saharawi, a quelle morte di parto perché un muro le divide da un ospedale, alla dimensione della guerra globale che fa vivere sulla loro pelle la massima espressione di violenza maschile. Pensiamo anche a tutte quelle che non nominiamo e/o non conosciamo ma che r_esistono in tanti piccoli angoli di questo mondo.
Pensiamo a tutte loro ma dobbiamo partire da noi. Noi donne, lavoratrici, disoccupate, studentesse, casalinghe e ancora single,lesbiche o eterosessuali, madri, mogli, compagne di vita o di lotte di altre donne e di altri uomini. Noi che qui, in basso e a sinistra, lottiamo per cambiare, noi che occupiamo le case, i centri sociali, che siamo disoccupate, precarie, senza diritti. Noi che difendiamo il nostro posto di lavoro.Noi che ci mobilitiamo contro la guerra globale e contro le frontiere, per la difesa dei beni comuni e dei territori, noi che siamo state a Genova e che ci siamo tornate il 17 novembre per chiedere giustizia. Noi che ci impegniamo tutti i giorni nelle lotte insieme ad altre donne e altri uomini… Siamo noi, sempre noi, che in questo mondo cosiddetto “civile”, in quanto donne continuiamo a subire ingiustizie e barbare violenze di matrice maschilista. Quindi ci saremo. Con le altre. Anche in questa battaglia, nella forma decisa dalle promotrici. Pratica che non ha mai attraversato alcune di noi, che fa discutere, che mette a confronto storie e generazioni, in un dibattito vivace che continuerà nel tempo. Le ringraziamo per questo, oltre che per essersi assunto l’onere di organizzare una doverosa risposta collettiva, perché nell’altro mondo possibile che immaginiamo il pensiero e la voce delle sole donne sono una ricchezza necessaria. Ed è anche con questo spirito di relazione globale tra donne in lotta che vorremmo vivere la giornata del 24 portando nel cuore e in uno striscione tutte le “R_Esistenze”. Ci vediamo alle 14,00 a Pzza della Repubblica (sotto il museo delle cere)
Miria Annini
Simona Granati
Patrizia D’Angeli
Emidia Papi
Irene di Noto
Anna Maria Appennini
Angela D’Alessandro
Tedeschi Eleonora
Tedeschi Francesca
Simona Panzino
Silvia Giardino
Simona Ammerata
Rossella Scarponi
Marina Ceccarelli
Antonella Cantalini
Marina Bertollini
YA BASTA! Moltitudia
blog: http://moltitudia-yabasta.blogspot.com