Rimini - L’operazione ’Red House’ dei carabinieri del reparto operativo ha fatto 13. In differita. A oltre due mesi dal blitz messo a segno nella notte tra il 24 e il 25 settembre, quando finirono in manette undici tra iscritti e simpatizzanti di Forza Nuova che avevano progettato un raid al Laboratorio Occupato Paz e stavano andando a eseguirlo in dieci, i militari hanno infatti notificato un’ordinanza di custodia cautelare anche ai due minorenni al tempo scampati all’arresto ma denunciati a piede libero in concorso.
I militari avevano chiesto tale provvedimento fin dal primo istante, ma i tempi della giustizia minorile sono diversi e il provvedimento pur condiviso dalla dottoressa Di Taranto e dal gip del Tribunale di Bologna è scattato solamente ora. Nei giorni scorsi per la precisione, così l’altro ieri mattina gli stessi carabinieri si sono presentati all’alba nelle abitazioni del 16enne di Cesenatico e del ragazzino di Bellaria allora 17enne e nel frattempo diventato maggiorenne e li hanno appunto arrestati concedendo loro il beneficio della per¬manenza in casa. Dei domiciliari. E fissando il loro interrogatorio (il bellariese è difeso da Tiziana Casali) per martedì.
Il quadro accusatorio, pur rimanendo inalterato e nella sostanza confermato anche dal Tribunale del Riesame, si complica dunque se possibile ancor più alla luce dell’estendersi del provvedimento restrittivo. Ora sono come detto tredici le persone che devono rispondere in concorso di tentato incendio e tentato sequestro di persona, aggravati dal numero delle persone che vi hanno preso parte, dall’aver determinato a commette¬re i reati anche minorenni e dall’aver agito con finalità di terrorismo e di eversione.
Il raid
I tredici beccati "in flagrante" dai carabinieri del reparto operativo e del radiomobili di Rimini e Riccione stavano partendo da casa del leader Cesare Bonetti in direzione del Paz con un bell’arma¬mentario preparato per incendiare il laboratorio occupato. Sul posto e nelle successive perquisizioni sono infatti state sequestrate fotografie, cartografie e uno schizzo degli interni, tre taniche con svariati litri di nitro-diluente antinebbia altamente infiammabile e nocivo, torce illuminanti e ricetrasmittenti, pistole a gas con bombolette di gas e una scatola di piombini, una pistola a salve, tirapugni, catene in ferro, manganelli e bastoni in legno, una decina di coltelli a serramanico, pugnali, baionette e taglierini, piedi di porco, guanti, passamontagna e calze in nylon, nastro da imballaggio e ìsolante nonché diversi metri di corda con cui immobilizzare l’unico giovane all’interno.
A parte il pensionato 67enne Camillo Borriello (vicino di casa del Paz e rivoltosi a Forza Nuova dopo ben 57 esposti fu subito messo ai domiciliari), gli altri arrestati furono il 35enne Andrea Ceschi, il 22enne di Torricella di San Leo Salvatore Fabio Consoli; il 19enne riminese Luca Donati, il 24enne di Sogliano al Rubicone Alberto Fabbrerti, il 26enne riminese Antobio Morobianco, il 22enne di Cesenatico Pa¬squale Rubbera, i 19enne di Verucchio e San Leo Mirco Ottaviani e Nicolo Severini e infine il 26ene di Coriano Adamo Conti.
N. S.