RASSEGNA STAMPA

da La Voce del 1dicembre 2007

Forza nuova Rimini: per il Tribunale del Riesame sono tutti eversivi

Global Project Rimini - Sabato 1 dicembre 2007

Rimini - Mentre ai polsi del 16enne di Cesenatico e del bellariese nel frattempo diventato maggiorenne scattavano le manette ai polsi, nove degli undici arrestati oltre due mesi fa sì trovavano ancora in carcere. Non vi era mai entrato il pensionato 67enne Camillo Borriello, messo subito ai domiciliari e poi liberato del tutto il 12 ottobre.

Vi è rimasto fino a qualche giorno prima, a lunedì 19 novembre per la precisione, il 35enne Andrea Ceschi, che, arrivato sul posto quando già i carabinieri erano in azione, non era stato interrogato dal sostituto procuratore riminese ma è stato sentito il 15 novembre dal pm della Dda di Bologna Elisabetta Meloni su istanza degli avvocati Piergiorgio Tiraferri e Nicoletta Gagliani. Anche per lui, la stessa Dda il 18 ottobre aveva emanato una nuova ordinanza di custodia cautelare dopo che il gip Giacomo Gasparini aveva trasmesso gli atti alla Direzione distrettuale antimafia ritenendosi incompetente per le aggravanti del terrorismo e dell’eversione. E anche per lui, il 7 novembre arrivò il no del Tribunale del Riesame cui si sono appellati tutti ad eccezione di Bonetti e ovviamente Borriello.

Oggi si sa finalmente perché. Le motivazioni sono state rese note e non sono certo confortanti per i legali degli iscritti e dei simpatizzanti di Forza Nuova. Le motivazioni del Riesame Ritenuta "puntuale, completa e dettagliata l’ordinanza cautelare" e "corretta la qualificazione giuridica dei fatti", il Riesame ripercorre alcune intercettazioni telefoniche in cui si parlava di "legare l’occupante", "spaccargli le gambe", "picchiare lui e gli altri subordinati", "andarli a prendere a casa e dar fuoco alle abitazioni"...

Ma soprattutto non ha dubbi sulla natura dell’azione. "Questi agirono non per perseguire un obiettivo di valenza privata quale lo sgombero ’coatto’ del Paz e dare soluzione al problema di Camillo Borriello, quanto per sopraffare antagonisti politici e affermare su di loro una supremazia fondata sulla forza... dopo che i due gruppi, Forza Nuova da una parte e appartenenti all’estrema sinistra dall’altra, si sono contrapposti pubblicamente con conferenze stampa, pubblicazioni su Internet e manifestazioni di piazza".

Quindi ricorda come "Bonetti, Morobianco, Ottaviani e Conti avessero già incendiato due auto davanti al Paz il 28 luglio 2007 (Bonetti e Morbianco, seppur attribuendosi ruoli marginali, hanno ammesso la loro responsabilità al pm il 25 settembre)", ribadisce che "ricorre l’aggravante della finalità di eversione dell’ordine democratico richiamando anche una sentenza della Corte di Cassazione e distinguendola dal terrorismo, in questo caso non ravvisandola nella condotta degli indagati pur trattandosi di un’aggravante comune" e chiude spiegando perché non possa procedersi alla scarcerazione: "II pericolo di recidiva di condotte violente e dirette contro la persona e l’incolumità altrui deriva oltre che dall’oggettiva gravita dei reati commessi anche dalla totale mancanza della consapevolezza dell’aberrazione del rapportarsi agli altri, dal disprezzo per i valori democratici e dal collante ideologico che li lega: il ritenere che qualsiasi azione possa essere ammessa pur di affermare il loro credo politico".

di Nicola Strazzacapa

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