Basta con la vergogna della detenzione amministrativa.
Martedì 11 dicembre si svolge a Modena il processo a carico di un attivista del centro sociale “Laboratorio aq16” di Reggio Emilia per aver partecipato all’azione di sabotaggio della Misericordia, ente gestore del CPT di Modena, il 2 aprile 2005 in occasione della giornata europea di lotta per la libera circolazione dei migranti, per la chiusura dei Cpt e contro le deportazioni. Allora come oggi siamo convinti che smontare un CPT, sabotare chi li gestisce e lucra sulla pelle dei migranti non solo è giusto ma è un grande gesto di civiltà. In questo giorno però non si processa un’azione ma bensì un movimento che dal 1998 ad oggi sta lottando per la chiusura dei centri di permanenza temporanea.
Dal 1998 i cpt sono stati definiti come luoghi in cui si violano sistematicamente i diritti umani, questo non lo afferma solo il movimento ma organi come Medici senza Frontiere o la più recente commissione De Mistura voluta dall’attuale governo.
Il tentativo di recuperare l’immagine negativa che giustamente si è creata intorno a queste carceri non convenzionali ha indotto l’attuale governo ad approntare campagne mediatiche e misure legislative volte a spacciare come umanizzanti alcune piccole migliorie della condizione di vita dei detenuti. Queste misure sono a nostro avviso ininfluenti perché lasciano invariato lo stato d’eccezione che queste strutture hanno portato nel quadro costituzionale e giuridico italiano ed europeo, ovvero la detenzione amministrativa, non contemplata in nessun codice. Questi tentativi di maquillage dimostrano quanto siano fondamentali i cpt nella gestione dei flussi migratori e di conseguenza regolatori dei ciclici esuberi di manodopera clandestina utilizzata vantaggiosamente per esempio nel settore edilizio e agricolo. L’ulteriore crisi d’immagine, nello specifico del cpt S.Anna di Modena, dopo le recenti rivolte interne sedate a manganellate, gli scioperi della fame e i suicidi di quest’autunno, rende ancor più limpido all’opinione pubblica il torbido intreccio tra governo cittadino e il laido businnes della Misericordia del solito Daniele Giovanardi. Businnes che, giova ricordarlo, fruttava nel 2003 75 euro al giorno per detenuto (fonte: rapporto Medici senza Frontiere, 2003).
Forti del consenso che le battaglie per l’immediata chiusura di questi lager etnici hanno ottenuto in questi anni e della grande partecipazione alla manifestazione nazionale contro i cpt del 3 marzo a Bologna ribadiamo la nostra determinazione nel continuare questa battaglia, denunciando anche con toni forti chi poco “misericordiosamente” continua a lucrare con la vita umana e chi ne è il mandante politico, in questo caso giunta locale guidata dal sindaco Pighi e il governo Prodi.
Aderiamo all’assemblea convocata dal collettivo Cam, Venerdì 14 dicembre alle ore 20.30, presso la sala conferenze Redecocca, p.le Redecocca 1.