Trento - Nel pomeriggio di oggi - come annunciato - i rom, i volontari di strada e gli attivisti di Officina Sociale assieme al Centro sociale Bruno, sono tornati in municipio -
dopo la protesta di ieri - per incontrare l’assessora Plotegher e quindi discutere delle soluzioni fumose che ieri erano state avanzate dall’amministrazione.
Al posto della politica si è incontrata l’arida burocrazia che ha solo detto Sì o No rispetto a proposte semplici e fattibili. Proposte che un’assemblea composta da persone che vogliono essere partecipi delle scelte che si fanno sulla loro pelle hanno voluto mettere sul tavolo della giunta comunale.
Il Sì - conquistato ieri e confermato oggi - è rispetto al primo punto, quello che chiede di non essere divisi e di rimanere in una condizione di stabilità almeno per il periodo invernale. Il No è rispetto alla richiesta di vivere la quotidianità all’interno dei moduli abitativi che verranno allestiti alle caserme ex bresciani. Questo punto è fondamentale se si vuole riconoscere la dignità di famiglia a queste persone, permettendo loro di ricreare il "focolare domestico" che seppur precario era garantito nelle baracche della Sloi.
La decisione di usare come dormitorio gestito dalla protezione civile queste strutture - e non di gestirele nella quotidianità, assieme ai volontari e agli operatori - fornisce una risposta assistenziale che gli stessi rom chiedono di superare.
La gestione quotidiana sarebbe invece una risposta di politica sociale che porterebbe frutti importanti rispetto ad una integrazione partecipata e rispettosa della dignità di tutti, non ultima l’intera città di Trento che tornerebbe così ad essere la città solidale che in passato è stata.
Entrando in consiglio comunale e interrompendo brevemente i lavori per chiedere che qualcuno si degnasse di incontrare queste persone,gli attivisti hanno chiesto che la questione fosse affrontata da rappresentanti politici della giunta.
L’assessore Pegoretti, a nome del Sindaco, ha incontrato poi l’assemblea - composta da rom, volontari di strada, officina sociale e centro sociale - accettando di fare propria la richiesta che viene avanzata e di riferire al sindaco e all’assessora Plotegher che si chiede di essere incontrati prima della prossima riunione di giunta, per discutere di un futuro che riguarda delle persone che vorrebbero essere considerate cittadini a tutti gli effetti.
Senza dimenticare che fino a ieri erano sotto un ponte e sotto quel ponte sono stati messi da chi ha sgomberato irrispettosamente la loro, seppur fatiscente, casa.
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