Da oltre tre settimane circa ottanta persone provenienti da Sudan, Etiopia, Eritrea, Somalia, Ciad, Costa d’Avorio e Sahara Occidentale stanno occupando con il "Comitato di Solidarietà con profughi e immigrati" (csoa gabrio, torino samba band, csoa askatasuna, gruppo migranti) una palazzina di tre piani di proprietà del comune di Torino.
Una lotta per la casa, il reddito e la dignità. Una lotta che mostra ancora una volta la sordità degli attori istituzionali sul terreno dei bisogni e dei diritti. Ieri è avvenuto un incontro tra i rifugiati di via Bologna e due rappresentanti dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).
Dopo oltre tre settimane di occupazione dell’ex casermetta della Polizia Municipale di via Bologna gli oltre ottanta occupanti dello stabile hanno esposto le loro richieste alla delegazione dell’alto commissariato ONU composta dalla portavoce dell’agenzia Laura Boldrini e dal responsabile del Servizio di Protezione Paolo Artini.
Durante l’incontro sono intervenuti rappresentanti di tutti i paesi attualmente ospitati all’interno della palazzina: Sudan, Etiopia, Eritrea, Somalia, Ciad, Costa d’Avorio e Sahara Occidentale. Tutti hanno segnalato il fatto che l’occupazione di tre settimane fa è stato l’unico modo per rendersi visibili ed uscire dal silenzio e dal degrado della fabbrica abbandonata alla periferia di Torino in cui hanno vissuto per alcuni mesi, oltre ovviamente ad elencare le ragioni che rendono assurda la loro situazione come persone titolari di asilo politico e di protezione umanitaria.
Una situazione assurda data dal fatto di avere come unico diritto riconosciuto la possibilità di stare in Italia, ma senza garanzie di casa, scuola, lavoro e assistenza sanitaria.
Al termine dell’incontro Laura Boldrini, portavoce italiana dell’UNHCR, ha risposto ai molti interventi dei rifugiati assicurando che la sua agenzia avrebbe incontrato le istituzioni locali e seguito la questione con la massima attenzione.
Nel pomeriggio, dopo un incontro in Prefettura, l’UNHCR ha tenuto una conferenza stampa, dove è stato fatto un rapido bilancio della giornata e durante la quale i due rappresentanti italiani dell’alto commissariato ONU hanno annunciato un loro ritorno in città entro la fine di gennaio per mantenere un monitoraggio costante sull’evolversi della situazione dei rifugiati nella città di Torino.
Le valutazioni della giornata con Claudio, Csoa Gabrio - Comitato di Solidarietà con profughi e immigrati.
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