Verificare le condizioni di vita dei rifugiati e delle persone titolari di protezione umanitaria presenti a Torino. Questo l’obiettivo della visita effettuata oggi nel capoluogo piemontese dal portavoce per l’Italia dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Laura Boldrini, e del responsabile del servizio di protezione, Paolo Artini.
In particolare, la delegazione ha visitato la palazzina di via Paganini 30, occupata da un gruppo di 80 persone provenienti da Sudan, Somalia, Eritrea, Etiopia, Sahara occidentale, Ciad, Costa d’Avorio. I rifugiati, prima di occupare la palazzina dismessa dal Comune, avevano vissuto per mesi in una fabbrica abbandonata ai confini con Settimo Torinese.
"Abbiamo trovato nonostante tutto una situazione molto decorosa - ha commentato Boldrini al termine della visita - la palazzina è molto pulita. Abbiamo trovato persone che non vogliono vivere di assistenzialismo, ma hanno bisogno di un percorso di accompagnamento per essere autonomi". Secondo Boldrini, "in Italia c’è un serio problema, mentre sono stati fatti grossi passi avanti per quanto riguarda i tempi per ottenere l’asilo, manca poi il lavoro di accompagnamento e di inserimento di queste persone. Bisogna investire di più a livello centrale, mentre a livello locale occorre uscire dall’approccio emergenziale".
La delegazione ha poi incontrato presso la Prefettura di Torino gli assessori competenti di Comune, Provincia e Regione Piemonte, nonchè le associazioni attive nel settore. "Tutti si sono detti d’accordo - ha affermato Boldrini - sull’utilità di un tavolo per continuare a dialogare. Noi torneremo a Torino a gennaio e continueremo a seguire la situazione di queste persone".
I rifugiati e i titolari di protezione umanitaria che vivono nel capoluogo piemontese sono circa 300. Boldrini ha poi annunciato che una delle 3 nuove commissioni territoriali che si aggiungeranno alle 7 già esistenti deputate ad esaminare le richieste di riconoscimento dello status di rifugiato, sarà istituita a Torino nei mesi del prossimo anno. Intanto, l’assessore alla Solidarietà sociale della Provincia di Torino, Salvatore Rao, ha assicurato che l’ente "destinerà parte dei fondi del Programma provinciale per le politiche d’integrazione per azioni a sostegno dei richiedenti asilo e dei rifugiati che vivono in una condizione di grande difficoltà".
Torino: L’UNHCR visita l’occupazione di Via Bologna