Questa mattina alle 11:00 una nutrita delegazione di abitanti della ex-caserma dei vigili urbani di via Bologna, è stata accolta dalla IV commisione comunale(politiche sociali) del Comune di Torino.
La delegazione composta da rifugiati politici, provenienti da Sudan, Etiopia, Eritrea, Ciad e Costa d’Avorio accompagnata da alcuni portavoce del comitato di solidarietà con profughi e migranti era stata delegata dall’assemblea dell’occupazione con 3 obbiettivi:
Ottenere un incontro con il sindaco
Possibilità di ottenere la residenza nella città dove realmente si vive, e non nel città di arrivo (vedi Lampedusa, Crotone, Caltanissetta..)
Ottenere allacciamento del gas per la palazzina occupata.
14:30
Dopo solo un quarto d’ora dall’inizio dell’occupazione simbolica del Comune con annesse trattative, la presidente della IV commisione (in quonta rifondazione) alquanto innervosita dall’accaduto si fa portavoce del sindaco ed ecco la risposta: "Immediato sgombero della Palazzina Occupata!"
15:00
All’esterno del Municipio il presidio, oltre 150 profughi e una 50 di persone del comitato di solidarietà, che per tutta la durata dell’incontro ha bombardato con musica e parole dalle casse del furgone il palazzo del Comune, alla notizia della reazione del sindaco ha deciso di chiudere le vie d’accesso all’edificio. Lo striscione "casa mobilità reddito per tutti/e" si trova ora sulla soglia dell’ingresso.
15:30 il braccio di ferro sembra portare dei risultati
Il presidente del consiglio comunale e l’assessore servizi sociale sono stati delegati dal sindaco per riaprire una trattativa con gli occupanti.
17:00 La trattativa è lenta ed è un gioco di ricatti.
Sembra aprirsi una possibilità di ottenere nell’immediato una prima vittoria: l’allacciamento del gas. Ma non si tratta solo di poter passare l’inverno al caldo. Il comune infatti continua ad opporre resistenza perché garantire un servizio minimio all’occupazione vorrebbe dire legittimarla. Ammettere che la pratiche della riappropriazione diretta e della liberazione di spazi abbandonati nella metropoli sia cosa legittima e a volte addirittura necessaria. Per il sindaco che nell’era olimpica si era contraddistinto per la sua coerenza legalitaria per cui "non si tratta con chi sta nell’illegalità" e che è stato firmatario di almeno una quindicina di ordinanze di sgombero, sarebbe una cocente sconfitta!
L’altro punto di tensione della trattativa passa attraverso la consegna all’amministrazione della lista degli occupanti. A parole questa lista servirebbe ad impostare un progetto ad hoc per i profughi che lottano. La richiesta della lista è però di fatto un pretesto visto che il 70% degli occupanti si sono gia registrati presso i servizi competenti e non capiscono perchè dovrebbero essere trattati in maniera diversa dalle altre decine di persone che vivono la loro stessa condizione nella metropoli e in Italia.
E intanto sono 3 ore che il comune è occupato e sotto assedio.
19:00 Si torna a via Bologna stanchi, ma con la convinzione di essere sulla strada giusta.
Sono passate 3 ore di commissione e 5 ore di occupazione, finalmente la delegazione lascia il palazzo comunale, dopo aver costretto gli assessori Borgione e Borgogno ed il segretario del sindaco Bongiovanni a trattare sui punti concreti che sono stati posti. Torniamo a casa con l’impegno di un incontro domani alle 15 con comune, provincia e regione. Otteniamo la promessa della soluzione immediata del problema delle fognature, nessun allaccio del gas ma la promessa di fondi dalla provincia per stufe e letti a castello per l’occupazione, la soluzione della questione dell’assistenza sanitaria da parte della regione, ed abbiamo posto in calendario la questione della residenza. Il tavolo di domani dovrebbe concretizzare gli impegni di oggi. Staremo a vedere. Non staremo a guardare.
Comitato di solidarietà con profughi e migranti
La cronaca della giornata e alcune riflessioni con Claudio del Cso Gabrio.
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