Francesca Pilla
Un migliaio di persone hanno portato di persona un regalo di natale speciale al commissario straordinario, Alessandro Pansa: le «ecopalle» sull’emergenza rifiuti dei «politici di destra e di sinistra che hanno avvelenato la Campania per i profitti di amici e ecomafie».
Balle di rifiuti, non solo simboliche, impacchettate e consegnate ieri mattina in prefettura dopo un corteo di protesta a cui hanno partecipato diversi comitati cittadini: quelli di Giugliano che hanno finalmente ottenuto la chiusura di Taverna del Re; quelli di Terzigno che contestano il sito in prossimità del parco Vesuvio; quelli di Acerra che dal 2000 combattono l’apertura dell’inceneritore più grande d’Europa.
A questi si sono aggiunti i neonati comitati di Pignataro contro la disastrosa condizione delle discariche nel casertano e di Napoli-Nord pronti a intervenire contro il nuovo cdr di Poggioreale promesso e voluto dalla Iervolino.
E’ iniziata, così, un’altra giornata di crisi per la Campania. La protesta popolare organizzata dalla Rete rifiuti zero, infatti, arriva dopo una decina di giorni di blocco nella raccolta e dopo lo sciopero di 24 ore dei dipendenti Fibe che non hanno ricevuto la tredicesima dall’azienda, sotto accusa per avere truffato la regione.
Ma nonostante la mediazione di Pansa e l’annunciata ripresa dei servizi da parte dei dipendenti, ieri era ancora chiuso l’impianto cdr di Caivano. Una situazione che pesa sulla già precaria situazione del ciclo di smaltimento. Solo nel capoluogo il secondo giorno di stop consecutivo ha lasciato in strada 3mila tonnellate di sacchetti che potrebbero passare a 5mila questa mattina.
Ma la crisi è scoppiata soprattutto nei comuni vesuviani e nella provincia di Caserta. Mentre per Natale si preannuncia il tracollo, tra servizi dimezzati e il surplus di spazzatura da cenone e regali. Una situazione drammatica e lo si denota anche dai numeri dei vigili del fuoco. In appena 19 ore sono stati oltre 60 gli interventi dei pompieri per spegnere i roghi dei cittadini esasperati. Le squadre sono tutte impegnate per sedare le fiamme, tanto che sia nella sede centrale che nei vari distaccamenti non ci sono uomini disponibili. «Non si tratta dell’incendio di cassonetti ma di cumuli lunghi anche 50 metri e alti fino al primo piano dei palazzi», spiega un viglie.
I sindacati hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del consiglio e alle amministrazioni locali per chiedere l’invio di «rinforzi». Pronta la risposta del ministero della difesa che con una lettera a Pansa ha confermato la disponibilità dell’esercito a intervenire «in merito all’individuazione di siti da allestire per la raccolta di rifiuti».
Ieri il sindaco Iervolino impegnata in un incontro con il commissario e con la partecipazione, tra gli altri, del capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, Viglione ha detto che bisogna ripulire la città. Il governatore Bassolino se l’è presa invece con quelli che dicono «no» mettendo «il bastone in mezzo alle ruote, una volta sul termovalorizzatore, una volta sulla discarica e una volta sull’impianto di compostaggio». E’ in effetti lo stallo nell’apertura delle discariche o degli impianti cdr a provocare questa nuova crisi. I cittadini di ogni provincia o comune si rivoltano alla sola idea di ospitare monnezza. Vige un clima di sfiducia a causa delle inadempienze di oltre 13 anni di commissariamento, delle truffe per cui è indagata l’attuale gestore Impregilo, ancora in «servizio» nonostante l’interdizione dai pubblici servizi, della negligenza, in buona o malafede, dei commissari che si sono succeduti e degli amministratori locali.
Così è arrivato ieri l’ultimo «no» da parte di un piccolo comune nel salernitano. A Caggiano il primo cittadino ha convocato per oggi pomeriggio una seduta straordinaria del consiglio comunale, cui parteciperanno i sindaci del Vallo di Diano per contestare il sito individuato in località Serre Arenosa. Per gli amministratori del piccolo centro della Valle del Tanagro al confine con la provincia di Potenza «il sito individuato ha una capacità ricettiva di circa 100mila metri cubi a fronte dei 400mila richiesti per accogliere i rifiuti di tutto il salernitano».
In fermento restano gli abitanti di Casalduni, nel beneventano, di Carniola nel casertano, e di Atena Lucana e Buccino nel salernitano. Una situazione con poche vie d’uscita.
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