Fr. Pil.
Emergenza nell’emergenza. In Campania feste tra la spazzatura dopo le agitazioni dei trasportatori della raccolta e le discariche sature. Dopo tre giorni di bagordi natalizi gli scarti delle vacanze hanno fatto aumentare i rifiuti del 40% e ormai le provincie sono sommerse di immondizia. Sono infatti oltre 95 mila le tonnellate che giacciono in strada formando le caratteristiche montagne che periodicamente invadono la regione.
E i cittadini non aiutano. Esasperati dalla puzza e dall’invasione di sacchetti optano per il fai da te: ieri sono stati incendiati oltre 100 cassonetti. Situazione drammatica per il rischio diossina, ma anche perché le fiamme se non domate in tempo possono, come si sa, provocare seri danni. I vigili del fuoco nei giorni scorsi hanno lanciato l’allarme per la penuria di mezzi e uomini. Senza considerare la riduzione del eprsonale per il natale, così come gli addetti alla raccolta.
Così se a Napoli la situazione sta migliorando per lo sforzo fatto dalla Asìa nel ripulire vaste zone, soprattutto gli itinerari turistici, restano pur sempre 1400 tonnellate sui marciapiedi dei quartieri periferici e 35 mila nella provincia. Nell’hinterland di Caserta, nei paesi vesuviani e nell’area flegrea sono proprio al collasso. Gli impianti di cdr infatti sono saturi, riescono solo a tritovagliare e impacchettare i rifiuti e vanno liberati al più presto.
Ieri il commissario strordinario per i rifuti Alessandro Pansa ha quindi deciso la riapertura di Taverna del Re. Il sito di stoccaggio alle porte di Giugliano contestato da tre mesi dalle popolazioni locali e che aveva chiuso da appena qualche giorno. Il commissario si era riservato la possibilità di riaprire in caso d’emergenza. Tant’è. Pronta la reazione dei comitati che ieri si sono dati appuntamento alle 18 davanti al sito per impedire lo sversamento dei camion.
Il sindaco di centrodestra Francesco Taglialatela ha annunciato l’opposizione per vie legali: «Rimarremo accanto ai cittadini che da mesi presidiano pacificamente l’ingresso della discarica - ha detto - per chiederne la chiusura definitiva e la bonifica del nostro territorio». Nonostante Pansa abbia assicurato che l’apertura è «a tempo» sono già in corso due procedimenti attivati dal comune di Giugliano, per ottenere la chiusura del sito di stoccaggio.
La presentazione del ricorso il 29 novembre scorso aveva già prodotto uno stop temporaneo, legato alle prescrizioni dell’Asl riguardo la copertura delle balle e l’irreggimentazione delle acque piovane. Ora i cittadini attendono, dopo la presentazione di un altro ricorso, l’esito dei sopralluoghi dei due consulenti nominati dal giudice.
Entro metà della prossima settimana dovrebbe essere invece pronto il cdr di Casalduni nel Beneventano, dove già oggi partiranno i collaudi. Ma anche in questa zona le proteste degli abitanti non mancano, mentre si attendono tempi lunghi per gli altri cinque siti individuati dal commissariato: a Poggioreale quartiere di Napoli, a Carniola nel casertano, nel salernitano ad Atena Lucana e a Buccino, a Terzigno vicino al parco del Vesuvio.
Tutti luoghi fonte di scontro con i cittadini, così l’attenzione si sposta su altre ipotesi tra cui un mega sito in contrada Colle Alto nel comune di Morcone al confine con il Molise. Un problema anche questo. E ieri i molisano hanno inscenato una singolare protesta mettendo le ecoballe di Napoli nel presepe allestito nella piazza di Sepino, in provincia di Campobasso. Ad allarmare le popolazioni sono le 300 mila tonnellate di rifiuti speciali rifiutati dagli inceneritori tedeschi, da seppellire in una cava abbandonata tra le due regioni. Il 14 gennaio ci sarà un lungo corteo che dal Molise arriverà fino a Benevento.
Di tutto questo si parlerà domani durante la riunione del consiglio dei ministri che oltre a decidere sul futuro del commissario dovrà trovare vie d’uscita alla nuova crisi. «Chiederò l’impegno di tutto il governo per superare il commissariamento», ha detto Pecoraro Scanio.
Per il ministro dell’ambiente un nodo fondamentale per cambiare strada perché «le organizzazioni malavitose fanno tutto il possibile per creare caos alla vigilia della scadenza, allo scopo di dimostrare che l’emergenza è grave». «Le gang mafiose - ha concluso - fanno i roghi con i rifiuti speciali e approfittano del disordine per smaltire i rifiuti tossici».
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