La camurria è il fastidio. Un fastidio ambivalente. Da una parte quello che suscitiamo negli ignoranti che non apprezzano le diversità, e che appellandosi ai falsi principi di legalità e sicurezza cercano di ghettizzare l’ “altro”. Dall’altra quello che proviamo, misto a rabbia, nei confronti di governance xenofobe e leggi immorali.
Il fastidio che rappresentiamo, proviamo, respiriamo e giorno per giorno combattiamo.
Dalla camurria quotidiana che imperversa nelle nostre esistenze, un’idea prende vita e si materializza, sfociando in un progetto, che tramite note e rime, le suona alle politiche prepotenti di questo Paese.
Un progetto incentrato sulla figura del migrante: ieri e oggi. Verte sul parallelismo tra il “meridionale” e l’ “extracomunitario”, due figure accomunate da una medesima identità: l’essere migrante.
Per non dimenticare quando i migranti eravamo noi, siamo noi e non solo noi.
Proprio quando il 2000 era alle porte e appariva come un evento straordinario, una data quasi apocalittica, alcuni giovani siciliani cominciano la loro avventura: dall’isola al continente. Si trasferiscono a Reggio Emilia, chi per studio, chi per lavoro. Dalle singole esperienze, dalla conseguente condivisione di personali percorsi, spontanea e necessaria diviene la voglia di comunicare e collettivizzare porzioni di vita comuni, appunto, a molti oggi.
Il 2000 giunge, ma l’unica novità è proprio il suo avvento, perchè tutto intorno rimane invariato, anzi, sembra addirittura peggiorare. La storia, in maniera ciclica, va ripetendosi tra errori, vittorie e sconfitte. L’uomo, nel tempo, continua ad esserne protagonista assoluto. E mentre l’uomo rasenta la follia, il pianeta va in scatafascio.
Nel 2000, siamo cittadini europei, ma di un’Europa fortezza dalle frontiere blindate; esistono lagers etnici, che rinchiudono esseri umani, privandoli di qualsiasi diritto; la migrazione dal sud al nord continua, nei più svariati angoli del mondo.
Un tempo i nostri nonni si spostavano verso l’Italia settentrionale, o oltre il territorio nazionale, chi in Germania chi in Svizzera, o addirittura oltre oceano, chi in Australia chi in America.
Certo il progresso fa sì che non si possiedano più valigie di cartone ma trolley: la civiltà avanza!
Ma la speranza è quella di sempre. E la luce negli occhi vivida, lucente, tremolante, di chi caparbio si lascia tutto alle spalle, e rimboccandosi le maniche si proietta altrove, ed è proprio lì che costruisce il proprio futuro. Ancora oggi le nostre città sono zeppe di migranti e i nostri mari sono scenario di tragedie quotidiane. Sono tuttora molte le imbarcazioni strabordanti di uomini, donne e bambini, che ogni giorno sfidano il mare, con nel cuore un sogno: vivere meglio. Vivere altrove. Sfidano il mare sì, ma esso non rappresenta l’unico ostacolo a questo lungo viaggio.
Intanto il fattore economico: strozzini speculano sulle vite e i bi/sogni altrui, promettendo false speranze. Si tratta di imbarcazioni di fortuna, o di mercantili, di viaggi interminabili, rischiosi, sovente mortali, esseri umani stipati nelle stive o nei containers. La traversata si presenta, dunque, come un gigantesco punto interrogativo titubante alla stregua di un’onda. Quando da lontano, infine, s’intravede la riva, lo strozzino spesso, per paura delle guardie costiere, propone, o meglio, impone ai passeggeri di ultimare l’estenuante esperienza a nuoto. La stragrande maggioranza, però, non è in grado di nuotare. Così, mentre pochi eletti riusciranno a raggiungere la riva, i restanti si uniranno ai molteplici corpi disseminati nei nostri fondali. Viaggi della speranza che puntualmente divengono tragedia. Una strage silenziosa e costante. Le chiamano “tragedie del mare”, sono in realtà tragedie del razzismo e dell’ignoranza. Coloro che calpestano il nostro insidioso tappetino “welcome” vedono palesarsi davanti ai loro occhi quello che da sogno si tramuta poi, in breve tempo, in incubo. Varcando le grigie frontiere divengono prede dell’attuale legge Bossi-Fini, decreto che ha sostituito la precedente “rossa” Turco-Napolitano, e che, dopo un caloroso benvenuto, garantisce un piacevole soggiorno in territorio italiano nei sontuosi CPT (Centri di permanenza temporanea).
I CPT sono stati definiti “lager del nuovo millennio”, non a caso. Sono carceri etniche, che rinchiudono un individuo, privandolo della propria vita, dei propri diritti, della propria libertà, dei propri affetti, sottoponendolo, inoltre, a terribili e infami torture.
Annullano, annichiliscono, rapiscono identità. Generano non-vite. Perché un immenso NO fa ombra sulle vite umane in questione, perchè un’esistenza ridotta a tali termini non può continuare ad essere chiamata “vita”.
I CPT sono strutture vietate alla stampa e completamente impermeabili alle inchieste.
Gabbie che scatenano lotte e rivolte, fuori e dentro. Continui tentativi di fuga, scioperi della fame, contestazioni del regolamento. E la voglia di fuga viene così meschinamente equiparata a reato. E le proteste a mancanza di disciplina. Capricci. Cattiva condotta. L’interna e attiva resistenza è un atteggiamento violento che non solo giustifica la repressione, la merita.
L’uomo del nuovo millennio, del progresso, è riuscito a partorire e applicare leggi indegne di una civiltà che possa e voglia definirsi “civile”.
Se questo è un uomo!
Esseri umani come noi fuggono da realtà invivibili, alla ricerca di una vita migliore per sé e per i propri figli, fuggono dalle loro terre, dalle nostre guerre.
Vergogna, sdegno, disgusto e rabbia, nei confronti di un’Europa che chiude le proprie frontiere e allontana, combatte e teme le diversità. Un’Europa fortezza, per nulla libera, aperta, multicolore e multietnica, come ci aspettavamo che fosse e, soprattutto, come vogliamo che sia.
Per non dimenticare ciò che ogni giorno accade nei nostri mari.
Una rassegna musicale di gruppi provenienti dalla Sicilia.
Sonorità ska e rime rap si alterneranno sul palco del Lab.Aq16, dando vita ad un urlo contro le tragedie del mare.
Morire di frontiera è reato!
Per ribadire il nostro odio nei confronti dei cpt, del razzismo, della xenofobia e del fascismo che vorrebbero prendere il sopravvento nel nostro Paese.
Pretendiamo la chiusura dei CPT e l’apertura delle nostre frontiere!
Pretendiamo il diritto alla vita per ogni essere umano a prescindere da colore, lingua e religione!
Odiamo il grigiore delle sbarre che blindano questa Europa fortezza!
Odiamo lo sporco Risiko che viene giocato sulle nostre esistenze!
<<...Oltre quelle leggi e quelle guardie...noi spingiamo oltre per andare dall’altra parte, dall’altra parte della vita...>>
Scarica il manifesto del progetto
Fotogallery live!
Iniziative del progetto:
Mer 09/01/2008 h.21.00: Proiezione del film "Nuovo Mondo" di Emanuele Crialese
[ dettagli dell’evento ]
Sab 12/01/2008 h.22.00: live! Skaramanzia ska-punk da Ragusa
[ dettagli dell’evento ]
Sab 16/02/2008 h.22.00: live! Mala Manera hip-hop da Aragona (AG)
[ dettagli dell’evento ]
Sab 22/03/2008 h.22.00: hip hop night with: Gente Strana Posse (Palermo) + Real life (Fidenza)
[ dettagli dell’evento ]
Sab 19/04/2008 h.22.00: hip hop night with: Trinakria Rap Soul (Sciacca - AG) + Bionik Skillz Krew (Milano)
[ dettagli dell’evento ]
Laboratorio Aq16, via F.lli Manfredi 14, ex Foro Boario (RE)
www.labaq16.info