Durante le giornate nel Caracol de La Garrucha, molto spazio è stato dato alla situazione dei prigionieri politici, in particolar modo quelli del Fronte Popolare in Difesa della Terra di Atenco.
I partecipanti alla carovana hanno incontrato le donne di Atenco, intervenute nel pomeriggio dedicato agli interventi dei movimenti sociali messicani e internazionali.
Trini, la rappresentante del FPDT, organizzazione aderente alla Otra Campagna, ha spiegato qual è l’attual situazione giuridica dei 23 prigionieri politici che ancora si trovano nel carcere di Molino de las Flores, e dei 3, tra cui suo marito Ignacio del valle, che dal maggio del 2006 sono detenuti nel penitenziario di massima sicurezza de La Palma.
Trini ha inoltre commentato la notizia della recente decisione del presidente messicano felipe Calderon di ricominciare i lavori per la realizzazione dell’aeroporto internazionale a Texcoco, contro il quale nel 2002 il Fpdt aveva lottato riuscendo a bloccare il progetto.
Trini racconta che “un anno prima del 2001 il governo aveva fatto un bando di appalto per decidere se fare l’aeroporto a Texcoco o a Tesayuca, ed è stato deciso per Texcoco, ora ci troviamo nella stessa situazione, ma noi continueremo a resistere e lottando. E’ la loro parola contro la nostra, loro hanno le armi e i lacrimogeni e quello che abbiamo noi è qualcosa di molto potente: il diritto e la ragione.”
Dopo l’incontro con Trini e le donne di Atenco, la delegazione delle donne del Presisio Permanente contro il Dal Molin di Vicenza, ha consegnato la bandiera “No dal Molin”, simbolo della lotta contro la base militare USA, e il dvd con i video delle numerose iniziative e manifestazioni del Popolo delle pentole. Un messaggio di solidarietà a chi, come loro, lotta dal basso per la difesa della propria terra.
[ audio ] (con traduzione in italiano)
Guarda il minivideo dell’intervento di Trini del FPDT di Atenco dal palco dell’auditorium de La Garrucha
Vedi anche l’intervista a Heriberto Salas Amac, militante del FPDT di Atenco
Anche in Chiapas ci sono molti prigionieri politici.
Nel carcere di San Cristobal, il Cerezo 5, detto “los llanos” e nel carcere di Tuxtla, el Amate, i prigionieri politici si sono organizzati in due gruppi, “la voz de los llanos” e “la voz del Amate” che dall’interno delle prigioni fanno un lavoro politico di denuncia di quello che succede nel carcere, delle violazioni dei diritti umani, chiedono giustizia, cioè l’immediata libertà, e la revisione dei loro casi. Fanno anche un lavoro di informazione con gli altri detenuti, affinchè sappiano quali sono i loro diritti.
I detenuti inoltre comunicano verso l’esterno, mentre dall’esterno anche i familiari sono organizzati: comunicano con i loro cari, ma anche informano tutta la gente con marce e presidi sulle gravi violazioni dei diritti in carcere e su come siano stati incarcerati ingiustamente.
A questo proposito i partecipanti alla carovana hanno incontrato Cecilia Santiago, del collettivo Ik, che porta avanti un lavoro di solidarietà con i prigionieri politici che consiste, da molti anni, in visite e accompagnamento dei familiari alle carceri e organizzazione e unione dei familiari dei prigionieri politici per comunicare con l’interno del carcere e a tutta la gente attraverso marce e presidi per denunciare la situazione nelle carceri.
Ascolta l’intervista a Cecilia Santiago, Collettivo Ik, aderente alla Otra Campagna.
[ audio ] (con traduzione in italiano)
Togna, moglie di un prigioniero politico rinchiuso nel carcere del Amate, spiega quali sono le condizioni del marito accusato ingiustamente e condannato a 30 anni di carcere.
Grazie a “La voz del amate”, l’organizzazione che i prigionieri politici portano avanti all’interno del carcere, i detenuti riescono a far sentire all’esterno la loro voce.
Anche all’esterno i familiari si organizzano e si uniscono ad altre persone che si trovano nella stessa situazione, ed insieme trovano il coraggio di denunciare le violazioni in carcere, riscono a seguire l’iter processuale dei familiari e lottano per la loro liberazione.
[ audio ] (con traduzione in italiano)
Elva è la figlia di un prigioniero politico, accusato ingiustamente di omicidio, che si trova rinchiuso nel carcere Cerezo 5 di San Cristobal.
Racconta che alcuni prigionieri si sono organizzati dentro il carcere e a loro si sono uniti tutti gli altri prigionieri politici.
Anche i familiari si sono organizzati e comunicano reciprocamente le iniziative che vengono portate avanti dentro e fuori il carcere.
[ audio ] (con traduzione in italiano)