Per la prima volta dopo venti anni gli sceneggiatori di Hollywood si avviano a paralizzare la fabbrica dei sogni. Ieri è scaduto il loro contratto e dopo una maratona notturna, con l’aiuto di un mediatore federale, gli "scrittori" del piccolo e grande schermo hanno interrotto i negoziati con i produttori senza avere raggiunto un accordo. Il sindacato (Writers Guild of America) ha quindi dichiarato lo sciopero da lunedì. Uno sciopero a oltranza.
I 12 mila iscritti al sindacato degli sceneggiatori reclamano diritti e pagamenti arretrati sulle "royalties" di film e serie tv. In particolare chiedono adeguate percentuali sulle vendite di Dvd, sulla diffusione degli spettacoli online e sui telefoni cellulari. Si tratta del primo grande sciopero a Hollywood dal 1988, quando gli sceneggiatori si fermarono per 22 settimane, portando caos e scompiglio nella macchina produttiva delle major che oltre a perdere 500 milioni di dollari, impiegarono anni per riprendersi.
Lo sciopero degli sceneggiatori, infatti, darebbe pochi problemi all’industria del cinema mentre quella televisiva, specie per le serie quotidiane, ha accusato immediate e gravi ripercussioni.
La protesta è appena cominciata e gli effetti già si vedono nella normale programmazione televisiva. Gli spettatori del David Letterman Late Show e del Tonight Show di Jay Leno, in onda rispettivamente sui canali Cbs e Nbc, e degli altri spettacoli serali quotidiani, sono infatti stati i primi a risentire dello sciopero degli sceneggiatori cominciato ieri a Hollywood, dopo il fallimento delle trattative tra l il sindacato degli scrittori e le case di produzione.
Tutte le sedi dei principali studi cinematografici e televisivi sono presidiati dai manifestanti. Jay Leno ha sostenuto i suoi autori: "Sono dalla loro parte - ha detto il comico - questo sciopero non è capito da chi crede che questa gente guadagni un sacco di soldi, in realtà non è così". Leno si è intrattenuto con i dimostranti davanti agli studi della Cbs portando loro un vassoio di ciambelle. "Nessuno di noi voleva arrivare a questo" ha detto John Medeiros, una delle menti dietro le battute del talk show. "Ci hanno portato a questo punto, e combattiamo per il futuro di tutti gli scrittori".
Dopo la cerimonia dei Golden Globes, George Clooney minaccia di scardinare anche la serata degli Oscar: l’attore americano, considerato l’ispiratore del boicottaggio della serata dei premi della Hollywood Foreign Press da parte dei divi di Hollywood, potrebbe far fallire la cerimonia più attesa di tutte, la "notte delle stelle" degli Academy Awards. Il sindacato delle star, la Screen Actors Guild, ha annunciato qualche giorno fa che i suoi 70 aderenti candidati ai Globes, il premio della associazione della stampa estera considerato il più significativo indicatore degli Oscar, non parteciperanno alla cerimonia della prossima settimana per mostrare solidarietà con gli sceneggiatori in sciopero da oltre due mesi.
L’associazione stampa estera di Hollywood che indice e organizza i Gloden Globes, si augura di poter ricevere in extremis un accordo col WGA in tempo per la sfarzosa kermesse. Curiosamente il direttivo del WGA ha dato il semaforo verde ad altri show di premiazione come il Screen Actors Guild Awards e l’Independent’s Spirit Awards.
In riferimento soprattutto a quest’ultimo, si aggira il sospetto di velata corruzione: gli organizzatori dell’Independent Spirit avrebbero offerto, si dice, un milione di dollari al WGA per ottenere il permesso di sospendere per una sera il divieto e "violare" il cordone degli scioperanti.
Il servizio di Federica Pennelli.

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