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Martedì 8 gennaio 2008 17:27 Francia - CPT in rivolta. Mobilitazioni contro le espulsioni

Detenuti in sciopero della fame e repressione della Polizia

Dalla metà di dicembre i detenuti dei Centri di Permanenza di Mesnil-Amelot e di Vincennes sono in rivolta. La ribellione si sta estendendo a tutte le strutture di detenzione. I migranti non chiedono migliori condizioni di trattenimento ma la chiusura dei centri.
La prima rivolta è cominciata a metà dello scorso dicembre nel CPT di Mesnil-Amelot, nella regione di Parigi, con atti di denuncia, rivendicazioni scritte sugli abiti, sciopero della fame, rifiuto di rientrare nelle camere per protestare contro il regime militare all’interno dei CPT, le condizioni disumane di trattenimento, la continua brutalità della Polizia contro i detenuti. Si è poi estesa al CPT di Vincennes, nella stessa regione, dove molti detenuti sans-papiers si sono uniti allo sciopero della fame e si sono rifiutati di rientrare nelle camere. La polizia insieme al corpo dei CRS ha fatto irruzioni nelle strutture, reprimendo duramente la rivolta picchiando e ferendo i detenuti e rifiutando di chiamare l’assistenza medica. Molti migranti sono messi in celle di isolamento.
Eppure gli scioperi non si fermano e i detenuti continuano la protesta mettendosi in comunicazione con l’esterno: inviano alle Ambasciate e Consolati dei paesi di provenienza un documento di forte denuncia delle violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica francese contro i migranti e ottengono l’attenzione dei grossi media nazionali, compresa la televisione.
Movimenti e collettivi sostengono la protesta e organizzano manifestazioni fuori dai CPT, campagne informative e di assistenza legale per sostenere i detenuti che si oppongono alla politica delle espulsioni del Governo Sarkhozy. Prima della fine del 2007 le Prefetture hanno infatti ricevuto l’indicazione di accelerare le retate per raggiungere l’obiettivo di 25000 espulsioni fissato dal Ministro per l’Immigrazione e l’Identità nazionale Brice Hortefeux. La conseguenza è stata un’impennata di arresti, fermi e retate nelle questure, nelle prefetture, ma anche davanti ai consolati e alle scuole, per la strada e nella metro e addirittura in aeroporto.
I migranti denunciano la politica immigratoria del Governo che dispone la caccia al migrante fomentando la criminalizzazione dei sans papiers e negando ogni possibilità di regolarizzazione, inasprendo le misure di espulsione coatta contro migranti sans papiers soggiornanti di lungo periodo, con famiglie e lavoro in Francia. Proprio in queste ore è in corso il tentativo da parte degli attivisti del RESF di bloccare il volo aereo di espulsione di un cittadino del Congo padre di 5 figli nati in Francia detenuto nel CPT di Mesnil-Amelot e in sciopero della fame.

Sabato 5 gennaio è stata indetta una grande manifestazione da Parigi al CPT di Vincennes, i migranti invitano tutti i sans papiers europei a mobilitarsi per la chiusura dei centri di detenzione amministrativa e per il diritto di soggiorno.

Neva Cocchi, redazione Melting Pot Europa

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