Un lungo corteo attraversa il centro storico di Napoli per protestare contro la riapertura della discarica di Pianura. La manifestazione è partita da piazza del Gesù per raggiungere il palazzo della Prefettura, in piazza del Plebiscito.
Più di sei mila persone si sono radunate in Piazza del Gesù. Alle 18.00 il corteo ha mosso i suoi primi passi. Nell’aria si respira una forte determinazione, per impedire che a Pianura venga riaperta alla discarica.
In testa al corteo, tra i cori "No alla discarica" e i tanti striscioni, gli abitanti di Pianura, che in questi giorni si sono mobilitati per impedire al riapertura del sito, chiuso nel ’96.
Con loro non solo Napoli, ma anche tutti i comitati della rete campana, contro il piano smaltimento rifiuti proposto da Prodi e la nomina come "supercommissario" di Gianni De Gennaro per i prossimi 4 mesi. Tra i simboli esposti, un sacchetto dei rifiuti con un simbolo di divieto di sosta.
L’obiettivo è quello di ribadire l’opposizione alla riapertura della discarica di Pianura, di chiedere che le forze dell’ordine lascino subito il quartiere e che siano riviste le politiche di gestione del ciclo dei rifiuti, proponendo iniziative immediate, come l’avvio della raccolta differenziata domiciliare e la promozione di politiche di riduzione, per il riuso, il riciclo e il recupero dei rifiuti, anziché la costruzione di discariche e inceneritori.
La prima corrispondenza con Annamaria
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Il portavoce della Rete campana di salute e ambiente ha spiegato: "Pianura non deve aprire, deve invece iniziare una politica per i rifiuti. Deve cessare l’emergenza del commissariamento. De Gennaro non risolverà nulla". Sulla scelta di Gianni de Gennaro come "supercommissario", ci si chiede se il governo pensa di "risolvere la situazione manganellando più forte".
Ascolta l’intervista con Daniele di Giuliano, presidio permanente taverna dal re, che commenta queste giornate di mobilitazione. Una mobilitazione che cresce e che segna anche un nuovo ciclo di lotte frutto di una sempre maggiore consapevolezza maturata in questi anni, che cresciuta anche alla condivisone dei percorsi di lotta che hanno attraversato i movimenti dalla Val di Susa a Vicenza.
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Il corteo è arrivato sotto le finestre del palazzo da dove oggi De Gennaro si è insediato. Un cordone ha circondato l’edificio.
Un fitto lancio di uova ha ricoperto la facciata, mentre per protesta il coreto ha deciso di depositare sacchi dell’immondizia. Dopo una quindicina di minuti il portone è stato letteralmente sotterrato.
Un azione simbolica per ribadire come l’ennesimo commissario non sia altro che l’ennesima presa in giro da parte del governo. Dal suondsystem si è ribadito come non sarà un "supercommissario" ha risolvere i problemi di Napoli, ma la vera soluzione sta altrove.
"Siamo un popolo di gente civile, che continuerà a dimostrare la legalità e la verità. Noi la discarica non la voglimo!". Queste le parole di un cittadino di pianura, durante l’azione.
La corrispondenza con Annamaria.
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Il corteo è ormai giunto in piazza del Plebiscito, dove ha sede la Prefettura. Al sound system si stanno susseguendo gli interventi finali di questa manifestazione.
Grande soddisfazione per la partecipazione, per la composizione stessa del corteo che ha visto come protagonisti non solo i comitati, movimenti e una grande partecipazione dalla gente di Napoli.
Venerdì l’appuntamento è a Roma presso il Ministero dell’ambiente per contestare il piano presentato dal governo Prodi e ribadire che la discarica di Pianura non verrà riaperta.
La giornata non finisce qui, per gli uomini e le donne campani è tempo di andare a proseguire i blocchi, che anche questa notte rimarranno attivi.
Il commento di Antonio Musella – Insurgencia (Napoli).
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