E’ in corso una nuova occupazione abitativa nella frazione alessandrina di Spinetta Marengo da parte di una famiglia marocchina composta da padre, madre e tre figli (il più piccolo ha solo pochi mesi) che, dopo essere rimasta senza un tetto sotto cui vivere a causa delle politiche abitative che purtroppo tutti conosciamo, ha deciso con l’aiuto della Rete Sociale per la Casa di riprendersi i propri diritti e la propria dignità.
Di seguito il comunicato stampa della Rete Sociale per la Casa:
E’ iniziato l’anno nuovo, ma le istituzioni non sembrano aver cambiato le loro cattive abitudini. Nonostante le promesse e gli impegni, queste feste hanno lasciato un pugno di mosche e un sacco di ipocrisie. E’ il caso di Abdullah e la sua famiglia, marocchini che vivono in Italia da 18 anni, una storia simile a molte altre. A luglio riceve l’ingiunzione di sfratto per morosità dall’appartamento di proprietà dell’ATC a Spinetta Marengo nel quale viveva da dieci anni. La morosità è cominciata nel momento in cui Abdullah, con moglie e i tre figli a carico, è rimasto disoccupato e non gli è stato cambiato il canone d’affitto. Non avendo più la possibilità di pagare l’intera quota e preoccupata per quello che uno sfratto comporta, la famiglia di Abdullha ha preferito uscire dalla casa prima che arrivasse l’ufficiale giudiziario. La soluzione? Tra l’indifferenza dell’ATC e un “Arrangiatevi!”, questa famiglia è stata costretta a dividersi: Abdullha ha dovuto staccarsi dai figli e dalla moglie diretti a Vicenza, chiedendo ospitalità in giro. A distanza di sei mesi la mancanza della famiglia si è fatta forte e l’indignazione ancora di più. Una vita dignitosa, una casa, il diritto a essere felici: questo è stato negato a questa famiglia. Per questo oggi Abdullha ha deciso di rientrare nello stesso alloggio, nella stessa casa in cui ha vissuto 10 anni, di proprietà dell’ATC e lasciata vuota da mesi. Noi della Rete Sociale per la Casa siamo al suo fianco perché capiamo, perché sappiamo che la dignità e il coraggio servono a conquistare ciò che la freddezza istituzionale nega. Perché se la casa è un diritto, deve essere di tutti, a partire da chi sta in basso, a partire da chi ne ha bisogno. Questo metodo di lotta è l’unico in grado di dare frutti e risposte. Infatti, come possiamo ancora fidarci delle istituzioni? Il caso di Salvatore ne è la dimostrazione. Il 26 novembre 2007 abbiamo occupato un appartamento in Via Viora al Cristo. Salvatore stava in una baracca di legno, viveva lì da anni e la sua condizione era più che critica. Grazie all’iniziativa, si erano aperte le trattative con Comune e ATC per rispondere a questa emergenza abitativa, con la garanzia che non sarebbe avvenuto uno sgombero fin tanto che non ci fosse una soluzione. Pochi giorni prima di Natale, però, l’ATC ha attuato lo sgombero, sfruttando l’assenza per lavoro di Salvatore. Dal Comune sono continuate ad arrivare promesse di un pronto intervento, quindi Salvatore ha deciso di accettare e di aspettare che le promesse si concretizzassero. Oggi è l’11 di gennaio 2008, Comune e ATC stanno facendo vivere Salvatore ancora nella baracca, lo stanno facendo scaldare con una stufa a legna, rimandano. Come possiamo fidarci di loro? Noi oggi ribadiamo che è giusto occupare case, riprendersi la dignità della propria vita, il rispetto per sé stessi e per la propria famiglia, ribadiamo che è legittimo soprattutto quando i problemi sono creati e non sono risolti da chi comanda.
NOI OGGI CON ABDULLHA E LA SUA FAMIGLIA RIVENDICHIAMO UNA POLITCA ABITATIVA CHE ABBIA COME PRIORITA’ IL RISPETTO DELLE PERSONE, CI CHIEDIAMO CON QUALE CORAGGIO L’ATC ABBIA DECISO DI SFRATTARE UNA FAMIGLIA CON UN BAMBINO NEONATO, CI INDIGNAMO PER QUESTA POLITICA ABITATIVA STRABICA. VIGNOLO SOSTIENE CHE PER FARE CASSA SI DEBBANO VENDERE LE CASE POPOLARI: NON AVETE ABBASTANZA CASE E VOLETE DARNE VIA? A CHI? SE LE PERSONE CHE VI ABITANO NON POSSONO COMPRARLE, LE FARETE SGOMBERARE? NOI IN OGNI CASO RISPONDEREMO A MODO NOSTRO.
NOI OGGI SIAMO QUI ANCHE CON SALVATORE PER DIRE CHE LA SUA SITUAZIONE E’ INSOSTENIBILE, PER DIRE CHE LA FIDUCIA COMINCIA A MANCARE E CHE ABBIAMO GIA’ DIMOSTRATO COSA SI DEBBA FARE PER RISOLVERE LE EMERGENZE ABITATIVE.
Come ogni volta, la filastrocca del “non ci sono case vuote” nel patrimonio pubblico viene contraddetta dalla verità dei fatti.
Rete Sociale per la Casa
Vedi anche:
Nuova occupazione abitativa. La Rete Sociale per la casa libera un appartamento in via Viora
Occupazione abitativa della Rete Sociale per la Casa