Rimini. Il Gip bolognese Marinella De Simone ha accolto la richiesta del pm Elisabetta Melotti e disposto il decreto di giudizio immediato nei confronti dei nove adulti, simpatizzanti e iscritti al movimento Forza Nuova, coin¬volti nel fallito raid ai danni del laboratorio occupato Paz di Rimini. Altrettanto ha disposto il giudice del Tribunale dei minori riguardo ai due soggetti non ancora diciottenni.
La convinzione dei magistrati è che la prova dei reati commessi sia evidente e che quindi le indagini non abbiano più bisogno di approfondimenti. L’accusa è per tutti di tentato incendio e tentato sequestro di persona, aggravati dal numero delle persone che vi hanno preso parte, dall’aver determinato a commettere i reati anche minorenni e dall’aver agito con finalità eversive. Ad eccezione di due indagati, e dei minori ai domiciliari, tutti gli altri si trovano in carcere sottoposti a un regime severo.
Il Gip ha fissato anche la data d’udienza: il 18 marzo a Bologna (21 maggio per i minorenni). Gli avvocati difensori hanno ora due settimane di tempo per chiedere che i loro assistiti siano giudicati con riti alternativi. Difficilmente saranno accolte proposte di patteggiamento e i coinvolti, per garantirsi in caso di condanna uno "sconto" di un terzo della pena, dovranno ricorrere al rito ab breviato. In questo caso saranno giudicati a Rimini (discorso che non vale per i due minorenni).
Il gruppo era finito in manette, per opera dei carabinieri, il 25 settembre 2007, poco prima di dare vita a una spedizione punitiva nei confronti del laboratorio sociale Paz, una ex scuola occupata abusivamente da esponenti della sinistra antagonista. Dai colloqui intercettati, secondo gli inquirente, emerge la responsabilità degli indagati in ordine alle gravi contestazioni.
(and.ros.)