Il 24 gennaio il PM ha richiesto 50 anni di pena per gli imputati del processo Sud Ribelle.
Sono 13 gli imputati accusati a vario titolo di associazione sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.
Luca Casarini imputato nel processo che si tiene a Cosenza commenta la richiesta del PM partendo dal processo di Genova.
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Trascrizione
Un processo politico che completa il dispositivo di criminalizzazione, di riscrittura della storia che su Genova si sta facendo. Genova è un meta luogo, Genova sono i movimenti, un passaggio politico fondamentale e che come tale viene trattato anche dai Tribunali che hanno scelto di assumere questo incarico di riscrivere la storia dal punto di vista del potere, ma anche di sperimentare nuove forme di lettura criminale di ciò che è invece sociale.
Genova anticipa una cosa che stiamo vivendo oggi, la separatezza tra governati e governanti, che si determina nella separazione delle due sfere: la casta da una parte, cioè questa politica che discute solo di come riprodurre sè stessa, e dall’altra, una dinamica sociale che cerca di vivere scrollarsi di dosso la pesantezza del parassitismo che la politica ufficiale fa sulle dinamiche cooperanti.
Genova è anche l’espressione del momento più alto di autonomia dei movimenti, è l’esemplificazione di una nuova forma di democrazia. Il processo di Cosenza è un processo politico a questo.
La requisitoria di 6 ore del PM non era costruita a caso. E’ un tentativo di riattualizzare vecchi dispositivi (reati associativi, cospirazione politica) a questa dimensione di grande debolezza delle istituzioni a essere legittimate.
Quindi per il PM Fiordalisi il reato di cospirazione politica diventa reato internazionale, perchè il movimento da Seattle in poi ha obbligato i governi ad accettare le istanze dei movimenti o perlomeno a non farne delle vetrine propagandistiche.
Questo quindi diventa un fatto criminale.
L’associazione sovversiva richiesta dal PM per i 13 imputati non è il Sud ribelle ma i 20.000 di Via Tolemaide.
C’è anche un’estrema debolezza del potere se è costretto a fare questo, cioè se mirano ad occultare le responsabilità e questa grandissima legittimazione della politica.