In 10mila dietro lo striscione "Siamo tutti sovversivi" a Cosenza sabato 2 febbraio.
Nella fase conclusiva del processo "Rete Sud ribelle" in cui i reati contestati prevedono pene da 5 a 15 anni di reclusione (associazione sovversiva, cospirazione politica mediante associazione, propaganda sovversiva e altri minori) in tant@, come era già successo a Genova, per dire che non ci sono capri espiatori, per rispondere all’attacco ai movimenti di ieri e di oggi. "Questo corteo è attraversato anche da questo spirito della sovversione come dinamica di buon senso, come dimanica di vita, come liberazione dal parassitismo della politica ufficiale, c’è invece un ragionamento sulla nostra vita, sulla vita sociale vera".
Luca Casarini dal corteo a Cosenza.

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