La scena si ripete sempre la stessa nella sua drammatica banalità.
Ore: 9 di mattina.
Luogo: golosine, quartiere popolare di Verona.
Situazione: sfratto per presunta morosità di una famiglia di migranti, Hassane, sua moglie e le loro due piccole bambine. Presunta morosità, perché ad Hassane non si è neanche dato il tempo necessario per dimostrare fino a quando avesse effettuato i pagamenti.
In ogni caso, sempre più spesso le procedure di sfratto si accaniscono proprio contro quelle persone che la precarietà della vita mette nelle condizioni di non riuscire più a pagare l’affitto.
Questa mattina però, come purtroppo ancora poche volte succede, la routine è stata spezzata dall’intervento solidale di immigrati nelle stesse condizioni della famiglia di Hassane e del Coordinamento migranti e dagli attivisti del Patto contro la precarietà.
Sfratto rinviato di un mese questa volta. La famiglia di Hassane ha il tempo di poter dimostrare la propria ragione contro quella della proprietà.
Una vittoria che rallegra solo momentaneamente. Nei prossimi giorni infatti altri sfratti vedranno migranti e attivisti impegnati nel tentativo di impedirli.
La casa è un diritto - le case vuote un crimine
IWW - Cordinamento migranti - Patto contro la precarietà