Resta confusa la situazione a N’Djamena, la capitale del Ciad teatro nei giorni scorsi di feroci combattimenti tra i ribelli filo Sudan e le truppe governative.
Diverse fonti riferiscono che migliaia di civili stanno fuggendo dalla città, approfittando di una tregua negli scontri seguita alla decisione dei ribelli di ritirarsi fuori dal centro urbano per dispiegare meglio le forze in vista della battaglia decisiva.
Per ora la Francia, che nel 2006 risultò determinante nello scontro con il suo appoggio a Deby, rimane alla finestra, limitandosi a offrire al presidente una via di fuga sicura e ad evacuare i propri connazionali.
La situazione potrebbe però cambiare a breve: oggi, l’Onu ha condannato l’attacco ribelle e autorizzato la Francia a dare protezione al legittimo governo ciadiano, una decisione che potrebbe preludere a un intervento armato dei circa mille soldati francesi presenti nel Paese.
Nell’attesa degli eventi, l’Unione Europea ha deciso di posticipare l’invio della missione di pace in Ciad e Repubblica Centrafricana.
Il commento di Stefano Liberti, giornalista de Il Manifesto.

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