Carlo Petrini, affronta quest’oggi sulle pagine di Repubblica l’annosa questione rifiuti non tanto dal punto di vista dello smaltimento, ma della produzione, o meglio, dell’eccessiva produzione di questi stessi rifiuti.
Petrini riprende la descrizione di Leonia, città usa e getta tratteggiata dalla penna di Calvino nelle “Città invisibili”.
Immagine questa, già ripresa da Guido Viale nel suo libro del 1994.
Si parte quindi dai rifiuti nel nostro frigorifero per descrivere tendenze e abitudini che producono gran parte del volume di materiali all’interno dei cassonetti.
Si parla della necessità di una più matura coscienza ecologica e si auspica che le immagini, “ormai semestrali delle montagne di rifiuti ammassate negli angoli di quella terra meravigliosa che è la Campania forse renderanno più cauti i pubblicitari nel magnificare sfavillanti confezioni sempre più complesse e inutili.”
Si parla di dati: il 40% dei rifiuti è composto da imballaggi, il 10% da altri prodotti usa e getta.
E proprio sulla produzione dei rifiuti quest’oggi nuovi dati emergono dal rapporto pubblicato dall’Apat, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici.
Secondo l’Apat è un dato allarmante quello della crescita della spazzatura prodotta in Italia.
Tra 2003 e 2006 si registra un aumento dell’8,3% dei rifiuti, molto maggiore di quello del PIL (2,6%) e dei consumi (2,9%) nello stesso spazio di tempo.
I dati del Rapporto Rifiuti 2007 confermano una grande sofferenza, e la necessità di adottare politiche adeguate per ridurre il nostro gap rispetto al resto d’Europa”.
Proprio su queste dinamiche di smaltimento e produzione di rifiuti vi proponiamo l’intervento di Guido Viale, economista e autore del libro “Il mondo usa e getta la civiltà dei rifiuti e i rifiuti della civiltà”.

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I rifiuti che abitano nel nostro frigorifero di Carlo Petrini