LE TRASMISSIONI

Caminantes - Trasmissione del 9 febbraio 2008

Sabato 9 febbraio 2008

La prima parte della trasmissione di questa mattina è stata dedicata alla Palestina: abbiamo parlato della fiera del libro di Torino.
In quest’edizione, ospite e partner ufficiale del salone è lo Stato di Israele.
Alcuni comitati che si occupano del tema della Palestina hanno voluto focalizzare l’attenzione su quello che lo Stato di Israele sta portando avanti: lo stato è responsabile di una politica di segregazione, apartheid e distruzione, di una logica di costruzione di violenza e di determinazione militare nei confronti del popolo palestinese.
La politica di Israele e le sue scelte sono appoggiate a livello internazionale.
Perchè quindi invitare al salone lo Stato di Israele e dargli un riconoscimento?
E’ nata dunque la proposta di boicottare la fiera del libro di Torino: questo però non vuol dire essere antisemiti e non significa contestare la cultura. Gli scrittori che partecipano al salone sono delle persone, e in quanto tali sono in grado di fare scelte politiche ben precise.
[ Leggi ] l’intervista al poeta Aharon Shabtai, che declina l’invito a partecipare all’evento culturale francese.
[ Leggi ] la lettera di Tariq Ali "Perchè non parteciperò alla fiera del libro di Torino 2008".
Ascolta il commento di Vilma Mazza, Associazione Ya Basta.

-  [ audio ]

Ci siamo poi spostate in Chiapas, per parlare delle continue aggressioni e minacce che subiscono le comunità zapatiste, violenze perpetrate dall’Organizzazione OPDDIC.
Abbiamo ascoltato una parte del documentario realizzato da Radio Zapatista sulla guerra a bassa intensità in Chiapas, un documentario che si sofferma in particolare sul clima di violenza che si vive nella comunità zapatista di Bolom Ajaw.
La comunità è molto povera ed è abitata da 47 famiglie, si trova in una terra recuperata dall’Ezln durante il levantamiento del 1994. Quando la comunità è stata fondata, gli abitanti avevano buone relazioni con i villaggi vicini, ma nel 2006 gli abitanti di Agua Azul hanno cominciato ad unirsi alla organizzazione OPDDIC, e poco dopo sono cominciate le aggressioni nei confronti della comunità zapatista, le minacce, le percosse, gli spari in aria, gli incendi delle case, i blocchi di passaggi sulla strada, la distruzione dei campi coltivati, e recentemente la situazione si è fatta allarmante.
Bolom Ajaw si trova vicino alle bellissime cascate di Agua Azul, e questo spiega il perchè delle aggressioni nei confronti degli zapatisti: il governo ha intenzione di costruire un mega impianto turistico da milioni di pesos sulle cascate, ma questo progetto non può prendere il via finchè le aree chiave della regione, come Bolom Ajaw, San Miguel e Nuevo Progreso sono in mano agli zapatisti.
Dal momento che il governo non può direttamente sgomberare gli zapatisti, la strategia che ha messo in atto è quella di utilizzare la OPDDIC, organizzazione armata di taglio paramilitare, per minacciare e aggredire gli zapatisti e allontanarli dalle loro comunità: questa strategia serve al governo per far apparire lo sgombero come il risultato di semplici tensioni tra indigeni.
In tutto questo i membri della OPDDIC guadagnano appoggi da parte del governo con fondi allo sviluppo e partecipazioni al progetto turistico.

-  [ audio ] (con traduzione)

Infine siamo andate in Ecuador per presentare la serata "Otro Ecuador" di mercoledì 13 febbraio all’interno di Sherwood Open Live, in vicolo Pontecorvo 1, a Padova.
I partecipanti alla carovana che ha attraversato l’Ecuador dalle Ande all’Amazzonia proporranno una video-narrazione della loro esperienza nel Toxi-Tour e nella comunità di Salango, a stretto contatto con i danni provocati dalle estrazioni petrolifere.
A questo proposito abbiamo ascoltato un’intervista realizzata a John Guerrero, portavoce della comunità Dayuma, un villaggio che vede la maggior parte delle sue comunità contaminate dalle estrazioni petrolifere, le acque sono inquinate da sostanze tossiche e da fuoriuscite di petrolio dalle tubature ormai vecchie.
La comunità di Dayuma ha organizzato molti scioperi, blocchi e proteste contro le compagnie petrolifere.

-  [ audio ] (con traduzione)

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