In quest’edizione della Fiera del Libro di Torino, ospite e partner ufficiale del salone, è lo Stato di Israele.
Alcuni comitati che si occupano del tema della Palestina hanno voluto focalizzare l’attenzione su quello che lo Stato di Israele sta portando avanti: lo stato è responsabile di una politica di segregazione, apartheid e distruzione, di una logica di costruzione di violenza e di determinazione militare nei confronti del popolo palestinese.
La politica di Israele e le sue scelte sono appoggiate a livello internazionale.
Perchè quindi invitare al salone lo Stato di Israele e dargli un riconoscimento?
E’ nata dunque la proposta di boicottare la Fiera del libro di Torino: questo non vuol dire essere antisemiti e non significa contestare la cultura. Gli scrittori che partecipano al salone sono delle persone, e in quanto tali sono in grado di fare scelte politiche ben precise.
[ Leggi ] l’intervista al poeta Aharon Shabtai, che declina l’invito a partecipare all’evento culturale francese.
[ Leggi ] la lettera di Tariq Ali "Perchè non parteciperò alla fiera del libro di Torino 2008".
Il commento di Vilma Mazza, Ass.ne Ya Basta.
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