COMUNICATI

Napoli - Quale futuro per il nostro corpo

Dopo l’incredibile episodio al II Policlinico

Napoli - Mercoledì 13 febbraio 2008


Quale diritto sul nostro corpo

Come da troppo tempo accade l’autodeterminazione della donna e la libertà della scelta di maternità vengono violate e messe sotto accusa da redivivi sentimenti e atteggiamenti catto-fascisti.
Se a Roma la domenica è quasi impossibile trovare la pillola del giorno dopo a causa dell’irresponsabile reticenza di medici e farmacisti che "obiettano", è di ieri la notizia che a Napoli persino le forze dell’ordine sono entrate negli ospedali con l’intenzione di controllare che le interruzioni di gravidanza siano condotte "a norma di legge": è il caso di una donna al quinto mese che, sottopostasi ad un aborto terapeutico a causa di una grave malformazione del feto (nato poi morto), all’uscita della sala operatoria è stata interrogata per ore dalla polizia. La sua cartella clinica è stata sequestrata dagli agenti che hanno dichiarato di essere intervenuti in seguito a una telefonata anonima che denunciava un infanticidio in atto all’interno dell’ospedale. Si è trattato di un vero e proprio blitz, durante il quale gli agenti hanno anche intimidito la vicina di letto della donna affinchè testimoniasse sull’accaduto.
Un’irruzione "immotivata", quella degli agenti del Commissariato Arenella, entrati ieri senza mandato al Policlinico II di Napoli dopo aver avuto notizia di un feticidio e trovatisi davanti invece un regolare aborto terapeutico, in pieno rispetto della legge 194.

A questo punto ci si domanda fino a dove si spingerà il tentativo di privarele donne di quelli che dovrebbero essere i più banali diritti,conquistati in anni di lotte.E’sempre più diffuso anche all interno delle strutture ospedaliere pubbliche l’atteggiamento proprio di una vasta categoria politica succube delle direttive del Vaticano:sorge spontaneo infatti chiedersi anche da dove provenisse la famosa “soffiata”...E’ben risaputo che proprio negli ospedali vengono concessi spazi al “Movimento per la vita”,che mette in atto una disgustosa campagna anti-abortista in nome della tutela della cosidetta famiglia.Da sempre le donne si oppongono a quest’infausta presenza,ma il fatto che siano le stesse istituzioni a sottoporre a processo le donne che saffrontano una scelta difficile e dolorosa,lascia attonite e cresce la rabbia in questi mesi nei confronti di uno stato she smantella le conquiste sociali e si rivela sempre più soggetto al potere della chiesa e delle sue istituzione.Stanche di vederci scavalcate nelle scelte e di non poter gestire liberamente la nostra vita.

Giovedì 14 febbraio ore 16

Presidio in P.zza Vanvitelli

Appuntamento ore 16 presso Laboratorio Insurgencia per andare insieme al presidio.

Laboratorio Occupato Insurgencia
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