COMUNICATI

Amiamo Vicenza: 1500 fiaccole

Venerdì 15 febbraio 2008

Partecipazione oltre le aspettative alla fiaccolata organizzata dal Presidio Permanente in solidarietà con le donne e gli uomini raggiunte/i da avvisi di garanzia

Denunce ai No Dal Molin: i messaggi di solidarietà

Nella notte di San Valentino più di 1500 persone hanno partecipato alla fiaccolata organizzata dal Presidio Permanente per esprimere solidarietà con coloro che sono stati raggiunti da avvisi di garanzia in seguito all’occupazione della Prefettura vicentina.

La fiaccolata, partita alle 21.00 da Piazza Castello, ha attraversato il centro cittadino passando davanti al palazzo della Procura dove dovrebbero presentarsi per un interrogatorio coloro che hanno ricevuto l’invito a comparire del Pubblico Ministero. Dopo circa un’ora, il corteo è giunto in Piazza Matteotti dove, per una trentina di minuti, si sono alternate al megafono le voci dei cittadini vicentini che si battono contro la costruzione della nuova base statunitense.

«Se il reato è sognare un mondo migliore – è stato detto – siamo tutti colpevoli». E la responsabilità delle azioni e delle iniziative contro il progetto statunitense «non hanno una responsabilità individuale, bensì collettiva». Per questo, durante la manifestazione, il Presidio ha lanciato “l’operazione 1000 firme” con l’obiettivo di raccogliere in una sola giornata – il prossimo 23 febbraio – almeno mille firme in decine di banchetti sparsi per la città e per tutta la provincia. Mille firme per dimostrare, ancora una volta, il carattere popolare del movimento No Dal Molin e la legittimità delle azioni e delle iniziative di chi difende Vicenza dalla militarizzazione.

Gli avvisi di garanzia che hanno raggiunto alcune persone del Presidio Permanente sono la conseguenza dell’occupazione della Prefettura vicentina, avvenuta lo scorso 16 gennaio; nell’anniversario del “non mi oppongo al progetto statunitense” pronunciato da Romano Prodi, una trentina di persone entrò in Prefettura e si incatenò all’interno del palazzo per ricordare al Governo la determinazione della comunità vicentina a non arrendersi.

«Conosciamo le conseguenze a cui potremmo andare incontro con le nostre iniziative – è stato sottolineato – ma noi ci battiamo per difendere la nostra città e la nostra terra e per mettere un granello di sabbia nei meccanismi della guerra; continueremo a farlo: i nostri figli meritano una città senza basi di guerra». Gli avvisi di garanzia, dunque, non fermano il movimento.

Fiaccolata contro gli avvisi di garanzia: siamo tutti colpevoli
Gli avvisi di garanzia non fermano il movimento
«Le indagini sui No base saranno tempestive»

Link
www.nodalmolin.it

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