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Venerdì 15 febbraio 2008 16:56 Milano - Vergognosa sentenza d’appello per il processo del San Paolo
Confermata la condanna ai compagni, assolto il carabiniere imputato per le cariche all’interno dell’ospedale, dopo l’assasinio di Dax
Oggi si è tenuta presso il tribunale di Milano la sentenza del processo d’appello per i fatti avvenuti all’ospedale San Paolo la notte dell’omicidio per mano fascista di Dax, il 16 marzo del 2003. Quella notte a Milano Carabinieri e Polizia fecero una mattanza, irrompendo nelle corsie del pronto soccorso dove si trovavano le compagne e i compagni di Dax, accorsi lì dopo l’aggressione e l’accoltellamento. Quella sera le "forze dell’ordine" caricarono, picchiarono e aggredirono i compagni all’interno dell’ospedale con calci, pugni, manganelli e addirittura con mazze da baseball certamente non "d’ordinanza", compiendo un vero massacro durante il quale numerosi compagni e compagne rimasero gravemente feriti/e. Oggi il giudice ha confermato in appello la sentenza di primo grado per due dei quattro compagni imputati, condannati a 1 anno e 8 mesi e al risarcimento di centomila euro e confermato l’assoluzione per gli altri due per cui il PM aveva chiesto condanna. Il giudice ha anche confermato l’assoluzione per due poliziotti imputati per le cariche in ospedale e ha vergognosamente assolto l’agente dei Carabinieri imputato per lesioni e abuso d’ufficio, nonostante le riprese video della violenta aggressione a danno di uno dei compagni imputati e condannati. Ancora una volta vediamo condannati gli aggrediti e assolti gli aggressori; ancora una volta i Tribunali provano a cancellare la verità storica, nonostante le testimonianze di chi quella notte era in ospedale e ha visto e vissuto quelle cariche, tra cui il personale di turno al pronto soccorso. Ancora una volta vediamo applicata la politica dei "due pesi due misure", nel tentativo di cancellare e riscrivere la storia. L’intevista all’avvocato Mirko Mazzali.
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Leggi il comunicato del CS Cantiere
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