Inizia a Firenze il "processo al processo", la campagna nazionale contro la sentenza in cui sono stati condannati in primo grado a 7 anni di reclusione 13 compagni per la partecipazione al corteo contro la guerra in Kosovo del 13 maggio 1999.
Il prossimo fine settimana a Firenze è un primo momento importante di risposta alla condanna a 7 (sette!) anni per "resistenza pluriaggravata" contro attivisti e militanti che manifestarono il 13 maggio 1999 contro la guerra NATO nei Balcani e subirono le cariche poliziesche al Consolato USA.
Abbiamo scelto per questa due giorni un non luogo, un grosso tendone in Piazza Ghiberti, nel quartiere di Santa Croce, a pochi metri da quella nefasta aula bunker dove è stata emessa la sentenza. Un bunker costruito quasi trent’anni fa e che doveva essere demolito pochi mesi dopo esaurita la stagione dell’emergenza. Una dimostrazione di quanto l’eccezionale sia diventato ordinario.
Il Tendone ospiterà incontri ed assemblee di reti e movimenti che agiscono e si confrontano sul terreno della lotta contro la guerra, della difesa dei beni comuni, della crisi della rappresentanza.
Il Tendone sarà un momento di incontro per tutt@ coloro che vorranno passare e vedere, sentire e sostenere gli imputati e che si batte per un altro mondo.
Il Tendone vedrà grossi momenti spettacolari, teatrali e musicali, linguaggi artistici contemporanei capaci di mettere a nudo una contemporaneità blindata.
E’ fondamentale che l’asse processuale Genova, Cosenza, Firenze assuma una rilevanza ed un’attenzione politica primaria. Sentenze che oscillano tra innovazione - nuove configurazione di reati per rispondere penalmente alle future insorgenze, per cui devastazione&saccheggio o l’associazione sovversiva che può essere temporanea e finalizzata ad un singolo momento/evento- ed esaltazione del vecchio – innalzare esponenzialmente le pene, come nel caso di Firenze, o riesumare reati (Cosenza) come cospirazione politica utilizzati x i golpisti degli anni ’70 – senza peraltro mai condannarli.
Abbiamo bisogno di una cassetta degli attrezzi utile ad affrontare/capovolgere queste sentenze, a garantire l’assoluta libertà di movimento. Per questo proponiamo la creazione di un Osservatorio permanente su processi e conflitti.
La campagna, fiorentina, a cui abbiamo deciso di dare vita è quella del "processo al processo". Una campagna permanente da qui all’appello, quindi almeno un anno. Abbiamo pubblicato il processo sul web per farlo diventare uno spazio pubblico. La nostra campagna attraverserà la città sul paradosso della sentenza: la moglie di Dini 2 anni, Cuffaro 5, resistenti contro la guerra globale 7 la bancarotta internazionale e la mafia convengono. Rendendola ridicola (il re è nudo), rispetto alle sentenze di auto assoluzione del potere e saldandola alla nostra pratica sociale: la città bene comune e spazio pubblico.
Una campagna sideralmente distante da vecchi e logori schemi che hanno sempre portato al fallimento: la lotta genera repressione e poi si fa la lotta alla repressione. Sempre in meno, sempre più divisi perché la repressione colpisce in modi, tempi ed intensità diverse. Basta piangere sulla repressione, quel che unisce e può unire non è lo sdegno, ma il desiderio la tensione l’azione il quotidiano demolire questo dominio immondo costruendo orizzonti di liberazione.
Una campagna lunga da condurre con una molteplicità di supporti mediatici e con una larga versatilità dei modi di presentazione. L’obiettivo è arrivare all’appello con la ridicolizzazione della sentenza, l’affermazione positiva della "resistenza" ed un inoppugnabile schieramento sociale.
Delirio securitario è l’espressione che più stiamo utilizzando per fotografare quello che sta avvenendo a Firenze (e da tante altre parti). Ricordiamo i passaggi dalla fine dell’estate. Guerra ai lavavetri (con l’utilizzo del lessico del regolamento di polizia municipale del Podestà di Firenze contro "i mestieri girovaghi" ed a difesa del "decoro"). Guerra ai romeni, dopo la vicenda di Roma. Guerra ai poveri, alla loro permanenza in zone centrali come la stazione, con tanto di sequestro di cartoni e giacigli di fortuna perché la loro presenza non disturbasse il flusso turistico. Operazioni di deportazione dai campi rom. La convenzione Comune/Ministero degli Interni per la versione "umana" dei CPT dedicati all’accoglienza dei profughi, degli asilanti che sfuggono alle guerre (si veda il file allegato). Sullo sfondo l’attacco alle occupazioni delle case.
Tutti questi passaggi segnano la crisi verticale della rappresentanza politica e della sua capacità di controllo. Non è un caso che il comitato per l’ordine pubblica sussuma i poteri e divenga l’organo che si candida a governare le "emergenze" che esso stesso produce.
Questo sarà il programma:
Venerdì 29 febbraio
Aperitivo reggae con dj Banpay- Crew e Tsunami dalle 19.00 alle 23.00 nel Tendone in Piazza Ghiberti
Sabato 1 marzo
Ore 17.00 nel Tendone in Piazza Ghiberti, Assemblea di confronto nazionale: "Controllo sociale e processi ai movimenti: come rovesciare le politiche securitarie?"
Ore 21.00 Spettacolo teatrale e concerto:
Teatro nascosto di Volterra
Meg & 24 grana
No Dal Molin rock band
a seguire Rock against the war night al CSA Next-Emerson
Domenica 2 marzo
Tendone in Piazza Ghiberti
Ore 10.00, Assemblea nazionale: "Genova, Porto Alegre, Firenze, 15 febbraio, e il nuovo ciclo dei movimenti sociali"
Ore 14.00 Assemblea nazionale del Patto contro la precarietà
Link
http://www.inventati.org/13maggio99