Fonte: Ansa 02.03.08
Cassazione: spesa proletaria, anche se passiva è sempre reato
Lunedì 3 marzo 2008
Roma, 3 Mar - Per la Cassazione è sempre reato anche il solo tentativo di attuare una azione dimostrativa di «spesa proletaria» anche senza alcuna forma di violenza. Per questa ragione, la Suprema Corte ha annullato le 25 assoluzioni ai ragazzi del centro sociale Pedro di Padova, emesse dal Tribunale il 13 gennaio 2006. Il giudice di merito - processando i ragazzi del centro sociale incriminati per aver chiesto alle casse di un supermercato di Padova lo sconto del 20% su alcuni prodotti e bloccando così per diverso tempo il deflusso della clientela - ritenne che «questa forma di resistenza passiva (che portò al blocco quasi completo dell’attività commerciale) fosse priva di interesse penale, non essendo contrassegnata da modalità intrinsecamente illecite, né ravvisò specifica limitazione della libertà di movimento, né dei clienti, né dei dipendenti del supermercato, non risultando praticata alcuna forma esplicita di minaccia».
Contro l’assoluzione ha fatto ricorso a Piazza Cavour il procuratore generale della Corte d’appello di Venezia. Gli ’ermellini’ gli hanno dato ragione, sottolineando che «non si può dubitare che la pretesa di ottenere la riduzione del prezzo praticata al pubblico, al di fuori della volontà del venditore, sia ingiusta, in quanto non legittimata o autorizzata da alcuna norma giuridica». Nel caso in questione - proseguono i supremi giudici - la paralisi, volutamente ed ingiustificatamente creata nello svolgimento regolare nella gestione del supermercato, generando un sensibile danno economico ai titolari dell’esercizio commerciale, per la sensibile limitazione alla libertà negoziale del venditore ed una ingiusta limitazione ai movimenti degli avventori, si prospetta come strumento di costrizione psichica», che configura il reato di violenza privata.
Così la Cassazione - sentenza 9848 della V Sezione penale - ha rinviato a giudizio i 25 ragazzi del centro sociale Pedro per l’azione dimostrativa ai danni di un supermercato della catena Pam. Con il loro comportamento, gli imputati avevano, di fatto, bloccato l’attività di tutte le casse - ad eccezione di una lasciata libera - ed erano stati mandati via solo dopo un «consistente lasso di tempo» dopo l’intervento della polizia.