Tratta, una parola che sembra innocua, tratta, una parola che nasconde un significato terribile e infame: schiavitù. Dopo più di cento anni una condizione umana orribile torna d’attualità, come una criminale scintilla nascosta sotto la cenere, il fuoco dell’orrore torna drammaticamente ad ardere nel terzo millennio.
Oggi non è più simboleggiata da ceppi e catene, le nuove forme di schiavitù sono legate alle guerre, alle pulizie etniche, alla fame, alla povertà assoluta che una parte del mondo impone all’altro. Le nuove schiavitù sono legate alla produzione coatta di oggetti destinati al consumo nei paesi ricchi, alla rapacità senza scrupoli del profitto, ai vizi e agli egoismi degli abitanti dell’occidente opulento. Donne e bambini sono le prime vittime, le più deboli e le più indifese. Criminali senza scrupoli si muovono impunemente sui continenti facendo scempio di vite e di coscienze, la società occidentale assiste annoiata e infastidita ai commerci; grida il disgusto per i lavoratori bambini incatenati alle macchine ma compra senza scrupoli i prodotti commerciali della schiavitù, si scandalizza e rumoreggia indignata alla presenza di un esercito di prostitute schiave sulle strade ma chiude gli occhi di fronte ai milioni di mariti, padri, figli, che sfruttano e danno linfa al criminale commercio sessuale. Si è perso il senso etico della vita!
Un piccolo gesto, una mimosa contro la tratta
Troviamoci a Siziano, piazza del municipio, tutti insieme percorriamo la strada provinciala 40, la famigerata Binasca, consegniamo ad ogni prostituta coatta una mimosa e un sorriso a testimonianza della nostra.
Csa Barattolo in collaborazione con l’associazione: La ragazza di Benin City
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