8-9 marzo 2008: Due giorni di iniziative di lotta sul tema delle donne, dell’autodeterminazione e dei diritti.
*Don’t touch my body don’t touch my brain!
La nostra scelta di essere libere non è in discussione. Esprimiamo la nostra voglia di disobbedire a chi ci vuole negare la nostra libertà di scelta.
La 194, in vigore dal 1978, è una legge che ha restituito alle donne la libertà di scelta sulla maternità ed ha salvato le loro vite.
*Papi preti politici, abortiamoli tutti, mettiamo al mondo la nostra libertà!
Articolo 7, Costituzione Italiana: “Lo stato e la chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.“
Lo stato italiano è di per sé laico, eppure costantemente la morale cattolica cerca di inglobare le nostre vite. Soggette a continui condizionamenti, dalle farmacie che negano la pillola del giorno dopo a obiettori che ostacolano la scelta di interrompere una gravidanza, facendo riferimento a principi propri della chiesa cattolica, non rispettando le scelte ed i diritti i ciascuno.
Per l’autodeterminazione dei nostri desideri e dei nostri corpi!
*Del mio corpo decido io. Contro le violenze sulle donne!
n continuo aumento negli ultimi anni sono e violenze sulle donne, che avvengono non solo in luoghi pubblici da parte di sconosciuti misteriosi, come ci viene fatto credere dai mass media, ma anche, e soprattutto, tra le mura domestiche: il 90% delle violenze sulle donne avviene in casa per mano di conoscenti e/o parenti.
*Ogni diritto negato è una violenza!
Numerose e di diverso tipo sono le violenze che una donna è costretta a subire. Oltre alla violenza fisica e/o psicologica, la negazione di diritti elementari. In una società basata su principi neoliberisti il lavoro precario è la costante. Precaria diventa anche la nostra vita che è impossibile vivere in una maniera dignitosa. Non disporre di un reddito minimo garantito o di un tetto sopra la testa sono violenze che impediscono a una donna di vivere autonomamente.
Reddito, casa, diritti e dignità per tutte/i!
* I diritti non hanno confini! Con le vostre regole siamo tutte/i irregolari!
Mentre politici italiani sono impegnati a costruire l’immagine della donna musulmana “super-oppressa” per rivendicare una presunta “superiorità occidentale” la situazione è ben diversa proprio qui in Italia. In un paese in cui politiche razziste sono ormai diventate normalità incriticabile le donne musulmane ed altre donne migranti subiscono violenze molteplici sulla loro pelle. Non solo le violenze e la negazione dei diritti che donne italiane devono subire quotidianamente ma spesso una negazione di un’esistenza intera. Donne migranti senza documenti sono costrette a vivere di nascosto in una maniera invisibile e con il pericolo continuo di essere esule o rinchiuse in un carcere etnico. Anche quelle con un permesso di soggiorno spesso non possono alzare la voce visto che il permesso è legato a un contratto di lavoro ed a una casa. Non può definirsi civile una società che sottrae diritti e attua distinzioni fra essere umani.
identità senza regole - amore senza confini.
Donne Laboratorio Aq16
>> Manifesto attacchinato per la città [ vedi ]
Appuntamenti:
Sabato 8 marzo: scorribanda comunicativa per le vie del centro città, appuntamento alle ore 16.30 in Piazza Casotti
[ Fotogallery ]
Domenica 9 marzo: pranzo con le donne del Caffè Babele, ore 12.30 al Laboratorio Aq16
[ vai all’articolo dal progetto melting pot]