Maria Teresa Marchese - Tortona
Un’altra seduta del Consiglio Comunale finita con nulla di fatto, ieri sera, questa volta a causa dell’ostruzionismo del pubblico, composto da diverse decine di rivaltesi, presenti per manifestare la loro totale contrarietà all’impianto per la produzione di etanolo da mais.
Con loro c’erano i componenti del Comitato civico Per Rivalta Vivibile, ambientalisti e contestatori vari, che in ben tre occasioni sono intervenuti nella discussione interrompendo i consiglieri, spesso con parole offensive. La sala del Consiglio era gremita, tantissima gente anche nel corridoio.
Considerata la presenza di un pubblico potenzialmente turbolento, nel giro di pochissimi minuti si è formato uno schieramento di forze dell’ordine pronto ad intervenire: carabinieri, vigili urbani e polizia in borghese. In questo clima l’ultima interruzione da parte del pubblico è stata di troppo: assessori e consiglieri si sono alzati uscendo dall’aula.
Il presidente del Consiglio, Paolo Ronchetti ha dichiarato interrotta la seduta: tutti gridavano e non si capiva nulla. "Sono stato costretto - dice - non c’erano più le condizioni per continuare. Sentiti i capigruppo, unanimi, ho applicato alla lettera il regolamento". I rivaltesi sono arrabbiati perchè ritengono che nè il Sindaco nè i Consiglieri abbiano tenuto in conto che 4 mila cittadini hanno sottoscritto una petizione contro l’impianto di bioetanolo.
"Il modo migliore per considerare l’opinione dei 4000 firmatari di Rivalta - dice il Sindaco Francesco Marguati - sarebbe stato sviluppare in serenità un ampio dibattito in consiglio comunale per sentire le opinioni di tutti. I facinorosi che hanno causato l’interruzione del consiglio hanno leso la democrazia penalizzando quella parte di popolazione che avrebbe voluto essere informata assistendo al dibattito. A questo punto c’è un problema più generale che attiene al funzionamento del consiglio comunale e occorrerà una seria riflessione da parte di tutti".
E’ la seconda volta che il consiglio comunale viene interrotto sullo stesso ordine del giorno, la prima per un difetto formale.