Il progetto prevede la mappatura di alcune zone della città con l’obiettivo di costruire una banca dati in cui in maniera arbitraria vengono associate alcune malattie ad una determinata cultura di appartenenza, affermando che esista una «fragilità intrinseca e una scarsa cultura della salute e della prevenzione di alcune popolazioni straniere», e che esistano addirittura «culture che ne sono carenti». Il tutto mascherato con la volontà di fornire la possibilità di un approccio con medici e operatori sanitari.
Non si può però omettere di considerare la totale precarietà di vita e di diritti che determina questa situazione.
Il progetto di far girare un camper nelle periferie di Milano e nelle zone più abitate da migranti per mappare la diffusione di determinate malattie è solamente strumentale e quanto mai lontano dalla volontà di assicurare un reale accesso al sistema sanitario, totalmente negato a chi non è in possesso del permesso, soprattutto dopo che a Novembre la regione decideva di interrompere l’assistenza sanitaria anche a chi, regolarmente presente nel paese, fosse temporaneamente sprovvisto del permesso perchè in attesa di rinnovo.
Legare la possibilità di essere cittadini alla condizione di salute, come si intuisce dalla presentazione del progetto, è l’imposizione di un nuovo limite all’affermazione dei diritti dei migranti, un nuovo tassello nella costruzione di quella cittadinanza di serie b, fatta di precarietà di diritti e di libertà sempre più ridotte, oltre che un pericoloso spazio di legittimità per discorsi razzisti e xenofobi.
Leggi il volantino del Cs Cantiere : Immigrazione sana? Diritto alla salute per tutti!
Rassegna Stampa:
Milano: il Comune presenta il progetto “Immigrazione sana”
Fonte: Immigrazione Oggi del 10 marzo 2008
Immigrazione, presentato a Milano il progetto-laboratorio dell’Assessore Landi (Pdl)
Fonte La Voce online del 7 marzo 2008

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Milano - Sanità in Lombardia cure negate per i migranti anche se in diritto di permesso