Roma.
Una «visita» al loft del Pd per denunciare il silenzio tombale del leader Veltroni - e non solo il suo - sulle richieste di condanna avanzate dai pm di Genova per i fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto. «Torture al g8, Yes we can», con questo striscione un gruppo di attivisti dei centri sociali romani Esc e Horus e dei collettivi studenteschi si è presentato a piazza Sant’Anastasia strappando - con un blitz - un incontro con gli esponenti del partito democratico: «Cosa ne pensate - gridano col megafono mentre irrompono nel loft - di chi ha seviziato all’interno delle carceri ed è accusato solo di abuso d’ufficio, un reato che cadrà in prescrizione? Vogliamo smascherare - aggiungono - chi parla di diritti e poi non dice nulla sulla vergogna di Bolzaneto, uno degli episodi più gravi di tortura in Italia». Ad incontrarli arriva un imbarazzato Ermete Realacci, membro dell’esecutivo del Pd presente nelle giornate cilene-genovesi quando era ai vertici di Legambiente, che in serata non si sottrae dal prendere una posizione: «Quanto è accaduto a Genova rappresenta una ferita nella coscienza civile del paese che va sanata con il pieno accertamento della verità».
«Abbiamo rotto il silenzio mediatico ma è solo l’inizio, perché vogliamo una presa di posizione più forte anche della Sinistra arcobaleno», rispondono soddisfatti i movimentisti che nell’incontro hanno denunciato le promozioni di chi ha gestito quel g8. In primis Gianni De Gennaro e Giacomo Toccafondi, medico torturatore a Bolzaneto mandato in Kosovo come membro della Croce Rossa militare e ora scelto dall’esercito per le missioni di pace all’estero. «Non conosco questo dottore», è il commento di Realacci che fa capire l’attenzione del suo partito alla vicenda. E anche su De Gennaro ha difficoltà a rispondere: «Ha gestito male l’ordine pubblico ma la magistratura non ha nulla da incriminargli quindi... Poi della sua promozione bisognerebbe parlare col Viminale». Ma i centri sociali riescono a ottenere impegni concreti ricordando che, vista l’assenza del reato di tortura (non approvato in senato dall’Unione), forze dell’ordine e medici sono accusati solo d’abuso di ufficio e i reati di cui sono incriminati cadranno in prescrizione: «E’ necessario che l’Italia recepisca la convenzione internazionale sulla tortura - promette il presidente onorario di Legambiente - questo sarà sicuramente uno dei compiti del prossimo parlamento». Vedremo.
Quando viene ricostruita la dinamica di quelle giornate comunque le distinzioni riaffiorano di nuovo. «Nessuna equivalenza tra i manifestanti processati e membri dello stato che hanno umiliato centinaia di persone. Non si possono mettere sullo stesso piano torturati e torturatori», tuonano gli attivisti. «Il comportamento tenuto da alcuni esponenti delle forze dell’ordine è stato inaccettabile», ammette Realacci ma poi, in stile Pd, aggiunge il classico ma anche «ci sono state bande di teppisti che hanno avuto atteggiamenti inqualificabili».
(Giacomo Russo Spena)