Ieri, gli studenti vicentini hanno presentato una formale richiesta di manifestazione che partendo dalla stazione ferroviaria avrebbe dovuto raggiungere la Caserma militare statunitense Carlo Ederle, per esprimere il proprio disappunto sulla
rottura dell’oleodotto militare che rifornisce gli aerei americani di stanza ad Aviano, in Friuli Venezia Giulia.
La risposta delle istituzioni ha vietato il raggiungimento della suddetta caserma, intimando addirittura di mantenersi alla distanza minima di un chilometro.
Gli studenti perciò stamattina hanno cambiato destinazione e dopo essersi raggruppati sul piazzale antistante alla stazione si sono diretti verso la Prefettura. Ad aspettarli lungo la strada con l’intenzione di bloccare la manifestazione, ad un centinaio di metri dall’ufficio territoriale del Governo, hanno trovato le forze dell’ordine.
Ciò nonostante, grazie alla decisione e alla perseveranza, gli studenti sono riusciti a raggiungere il proprio obbiettivo e una piccola delegazione di essi è riuscita a farsi ricevere dal Prefetto proprio mentre era in corso il “Comitato di Ordine e Vigilanza” riguardante l’oleodotto.
I ragazzi hanno colto l’occasione per ribadire il disappunto per la poca trasparenza con la quale è stata gestita la situazione e per chiedere i motivi della mancata concessione di raggiungere la Caserma Ederle. Il Prefetto Piero Mattei non ha fornito nessun tipo di delucidazione, sostenendo solo che la giustizia farà il suo corso e che la magistratura ha già iniziato le indagini.
Gli studenti, preoccupati da questo atteggiamento impositorio ed intimidatorio, in questi giorni si interrogheranno su come i cittadini possano riappropriarsi degli spazi cittadini e della facoltà di dissentire.

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