RASSEGNA STAMPA

Fonte: lavaca 22.02.08

Romina Tejerina - Una vittima in prigione

Sabato 15 marzo 2008

Romina Tejerina, aveva 18 anni, quando fu violentata da Edoardo Vargas suo vicino, un commerciante di 42 anni, fratello di un polizziotto. Era il 1° agosto del 2002, nella località di San Pedro (Jujuy - estremo nord argentino), quando la ragazza uscì di casa per andare a ballare. Romina non ha denunciato la violenza e non ha nemmeno rivelato di essere rimasta incinta. Nell’oscurità di questo silenzio, ha partorito e ucciso il figlio della violenza subita. Così è iniziato il Caso Tejerina, il primo che aprì un dibattito sociale sui drammi della violenza che subiscono le donne e i limiti della giustizia: il violentatore è libero e Romina ha subito una sentenza di 14 anni di prigione. Romina è in carcere da 5 anni e il suo caso è in attesa di una decisione della Corte Suprema.

Per questo, venerdì un gruppo di donne si è riunito di fronte al tribunale per chiedere la sua liberazione. Fra loro, il suo avvocato Mariana Vargas, che raccontò a lavaca la situazione attuale: "Stiamo aspettando la decisione della Corte Suprema. Sappiamo già che tre giudici si sono pronunciati (Dott. Zaffaroni, Dott.sa Argibay e il Dott. Petracci) e che ora il procedimento disciplinare è in mano del Dott. Maqueba. Naturalmente ci aspettiamo che si risolva in modo rapido e favorevole. Abbiamo speranza perchè crediamo che la società in generale e il movimento delle donne in particolare si siano pronunciate chiaramente. Non ci resta che verificare se la Corte concorda con la maturità che questi settori hanno dimostrato".

Quale richiesta avete presentato alla Corte?

Abbiamo chiesto l’assoluzione, perché sia nell’indagine come nell’istanza del giudizio è stato dimostrato che al momento del fatto Romina ha subito uno shock psicologico e il Codice Penale è chiaro rispetto a questo. Ci sono perizie che volevano dimostrare il contrario però non furono eseguite da specialisti autorizzati. Per esempio, c’è una relazione di un medico chirurgo. Contemporaneamente abbiamo chiesto la riduzione della pena, così Romina potrebbe essere scarcerata immediatamente. La peggiore ipotesi è che l’attuale condanna sia confermata, e che possa uscire in libertà condizionata nel 2010. Romina è preparata sia per la migliore che per la peggiore delle ipotesi. Alle 17.00 il ministro e vicepresidente della corte suprema Elena Highton de Nolasco ha incontrato Mirta Tejerina, sorella di Romina che poco prima, era già stata ricevuta da Eugenio Zaffaroni e Riccardo Lorenzetti, segretari del ministro. "Mi appello all’umanità dei giudici della Corte. Sono molto diversi da quelli della giustizia jujeña, una giustizia maschilista, feudale e arbitraria che ha dimostrato un accanimento senza indugio nel caso di Romina", ha raccontaro Mirta in un’intervista con lavaca.

Nell’udienza che ha concesso alla famiglia Tejerina, Highton ha dimostrato preoccupazione per la durata della causa "Sarebbe favorevole che la corte sia celere perché questa attesa è esasperante", dice Mirta. Finora hanno votato Carmen Argibay, Raul Petrachi e Raul Zaffaroni. Dal monento che si tratta di opinioni segrete, solo quando il resto dei ministri espirimeranno la loro posizione si potrà conoscere l’opinione di ognuno. La famiglia Tejerina spera che entro due mesi si possa arrivare alla sentenza. Intanto, Romina continua la sua detenzione nel carcere penale di Jujuy. "E’ ansiosa e scioccata per alcuni fatti accaduti nel carcere. Alcuni giorni fa per esempio una detenuta tentò il suicidio dandosi fuoco", descrive il suo avvocato.

L’artico integrale in spagnolo è disponibile qui

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Visto il dibattito in Italia rispetto alla legge 194 ci sembrava interessante questo fatto che ha suscitato un dibattito molto ampio nella società civile rispetto all’illegalità dell’aborto in Argentina, se l’aborto fosse stato legale tutto questo non sarebbe successo. Manifestazioni e sit-in a favore della liberazione di Romina Tejerina sono continuati in questi anni in tutto il paese, e già la carova del 2007 aveva partecipato ad un presidio in Plaza de Mayo.

La carovana di Ya Basta si trova attualmente in Argentina, leggi il programma della carovana

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