COMUNICATI

Val delle Lanze (Folgaria Tn) - Germogli sotto la neve

Volantino diffuso alla manifestazione contro i nuovi impianti da sci in Val delle Lanze

Trento - Lunedì 17 marzo 2008

Oggi, sul volgere di stagione, ci troviamo tra questi antichi massi, giardino segreto delle clematidi, profanato da questa orrenda pista, sotto lo sguardo dolce della Madonna dei Pastori.
Qui, l’anno scorso, c’erano ancora alberi aggrappati al pendio, tappeti di fiori alpini, ciuffi di ginepro, tracce lievi di animali di passaggio, antiche memorie di storia geologica e umana.
Con un atto violento e profondamente ignorante tutto questo è stato cancellato, sostituito da una sterile rampa sul versante più caldo del monte Coston, trafitto da ferraglia e cemento.
Abbiamo dimostrato, mettendoci di traverso, la nostra totale opposizione a questa opera, il primo passo verso la completa distruzione del gioiello naturalistico e pastorale della Val delle Lanze, un territorio tutt’altro che “mummificato e isterilito”.
La “valorizzazione” di chi ha paralizzato il cervello nell’unico obbiettivo del massimo profitto con il minimo costo ha prodotto la meraviglia della Pista Rossa 3 Sassi, praticamente inutilizzata, posata su un osceno terrapieno che ha sconvolto la dolce inclinazione di una conca carsica.
Ora gli affaristi della Carosello Ski attendono il VIA libera che faccia arrivare gli impianti trentini sul crinale di Pioverna, per partire con le ruspe all’assalto di Costa d’Agra e Campomolon.
Sta a noi impedirlo, a tutti quelli che sono saliti qui oggi, sta a noi riappropriarci della montagna per ciò che è e ciò che può darci, che è molto, ma di cui si è persa la percezione e la consapevolezza.
Il contatto con la realtà è offuscato da miraggi che si dissolveranno come la neve tra pochi giorni, lasciando desolazione, squallore e nessun guadagno reale per le popolazioni locali, solo qualche soldo in più nelle capaci tasche dei soliti noti.
È per questo che oggi, giorno in cui si rilancia la lotta per la dignità di queste ed altre montagne, andremo a svolgere su questa pendice devastata un rito antico. La restituzione della sostanza organica sottratta dalla coltivazione è un momento di riequilibrio con la terra.
Oggi, di fronte ad uno squarcio che ha lacerato migliaia di anni di storia della montagna, assieme alla crescita della nostra determinazione, vogliamo aiutare la natura nel cammino di riappropriazione del territorio sottratto.
Quindi andremo a spargere letame sulla pista per far crescere fili di erba ribelle e nuovi alberi sul pendio.
Ci attendono tempi duri, cominciamo a dare questo piccolo segnale di resistenza, ma non ci fermiamo qui, perché avremo bisogno della montagna anche per la nostra esistenza futura.

DAI PILONI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIORI

-  Leggi la news con il resonconto della manifestazione

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