RASSEGNA STAMPA

Fonte: Corriere del Veneto 19.03.08

Casarini scrittore un romanzo con il “nemico”

Il leader Disobbediente pubblica “La parte della fortuna” con Mondadori

Global Project Padova - Mercoledì 19 marzo 2008
“E ora di superare le caselle. L’editore di destra o quello di sinistra: non sono mai stato manicheo. Volevo solo raggiungere il maggior numero possibile di persone”. La passione per la cucina

Dice: “Berlusconi è il padrone. L’editore è Mondadori. Ma di quello che ho scritto non ho dovuto cambiare nemmeno una virgola. E questo non me lo chiede mai nessuno…”. Sostiene, Luca Casarini, classe 1967, al secolo leader delle Tute Bianche-Disobbedienti-No Global, da ieri autore di un romanzo di 264 pagine per la collana “Strada Blu” di Mondatori (16 Euro), che “è ora di superare la divisione in “caselle”: l’editore di destra, l’editore di sinistra, il giornale comunista, quello anticomunista, Raitre buona perché comunista, Canale 5 no perché di Berlusconi…” Insomma: superata la boa dei 40, con un figlio di 14 mesi che circola per casa a Marghera e si fa sentire se gli si telefona all’ora di cena, Luca Casarini ammette di aver fatto il colpaccio: “Non sono mai stato manicheo. Sarebbe come chiedere agli operai della Fiat se hanno problemi a lavorare per Montezemolo, o in passato per Agnelli. Volevo che il mio libro raggiungesse più persone possibile e invadesse più campi possibile: per quello ho puntato a Mondatori, la casa editrice più grande d’Italia, che edita D’Alema, Camilleri, Che Guevara. Forse tanti editori che si dicono di sinistra avrebbero avuto problemi a pubblicarmi, così come ora alcuni giornali cosiddetti di sinistra fanno problemi a recensirmi.”

Perché l’eroe di La parte della fortuna, il romanzo che segna il suo debutto nel mondo della letteratura, non è esattamente una verginella: la rapine, ottiene con la violenza e la truffa la “chiave” per liberare il suo amico moldavo finito in un Cpt. E pazienza se i truffati sono una banda di malfattori che non finisce più, un gruppo misto di malviventi e poliziotti corrotti con anche qualche complice nella magistratura. Insomma: Nico Djuric, praticante avvocato dal legale più votato ai diritti civili di Venezia (un omaggio all’avvocato veneziano Emanuele Battain, principe del foro degli ultimi e storico legale dei processi del Petrolchimico, scomparso l’estate del 2006), per tutto il romanzo tenta di liberare l’amico finito non proprio per caso in un Cpt, anche se a metà tutti gli indizi dicono che l’amico Alex (compagno di “lavoretti” illegali e non) forse non è come Nico pensava.

Nel libro Casarini infila tutte le metafore e tutti i riferimenti ai temi del suo cuore militante: oltre ai centri di permanenza temporanea per stranieri, il precariato, il G8 di Genova (su cui scriverà il seguito di questo libro, sempre con lo stesso protagonista), Abu Grahib, la guerra, la società del possesso, la Disobbedienza. Ma anche, spia del nuovo corso, la cucina, con una quantità di piatti danteschi, baccalà, gamberi: “Ah, sì – dice fiero Casarini – quella è proprio una mia passione. Del resto si vede – ride – almeno ho una scusante…”. Ma nel libro c’è anche molto della passione letteraria di Casarini, che incornicia la vicenda in un quadro noir: “Un omaggio ai miei autori preferiti – spiega – Jean-Claude Izzo, Manuel Vàzquez Montalbàn, Daniel Pennac. Più che il giallo italiano, insomma, la mia passione è per il noir francese e spagnolo. Da lì ho preso la “chiave” per costruire qualcosa che potesse attrarre. Un libro deve creare un mondo attraversabile, modificabile, accogliente. Spero di esserci riuscito”.

Con questa chiave Casarini ha raccontato una storia che parte da lontano, dai Paesi dai quali i “migranti” spesso provengono, fino a Marghera, con molte pagine a Venezia, nei luoghi più autentici – da Cannaregio a Baia del Re a Barbaria de le Tole – fino a Reggio Emilia, dove sorge il Cpt, una sorta di fortezza buzzatiana che alla fine viene espugnata. E che nella realtà Casarini ha veramente assaltato, seppure a Bologna. Col risultato che ora anche quell’atto disobbediente pende sulla sua testa, insieme alla sentenza (attesa per fine aprile) dove rischia fino a ‘ anni per cospirazione politica contro lo Stato per i fatti di Genova e quella della spesa proletaria al Panorama di Roma, dove l’accusa è rapina aggravata. Ma questo probabilmente è il passato.

Oggi Casarini si prepara al tour per il lancio del libro. Prima tappa martedì prossimo alla libreria Mondatori di Venezia: padrini Gianfranco Bettin e Massimo Cacciari.

(Sara D’Ascenzo)

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