Leggendo la memoria di oltre mille pagine presentata dai pubblici ministeri al processo per le torture alla caserma di Bolzanetto si evince che:"Bolzaneto è un "segnale di attenzione, un accadimento che insegna come momenti di buio si possono verificare anche negli ordinamenti democratici, con la compromissione dei diritti fondamentali dell’uomo per una perdurante e sistematica violenza fisica e verbale da parte di chi esercita il potere".
Non ci furono casi isolati, scatti improvvisi di rabbia. I pm spiegano che "l’istruttoria dibattimentale ha dimostrato una pluralità di comportamenti vessatori perduranti nell’arco di tutti i giorni di presenza degli arrestati". "Vi è stata una volontà diretta a vessare le persone ristrette nel sito, a lederle nei loro diritti fondamentali proprio per quello che rappresentavano: tutti appartenenti all’area no-global e partecipanti alle manifestazioni ed ai cortei contro il vertice G8".
Luca Casarini, centri sociali del nord est, commenta le dichiarazioni di Castelli (presidente del gruppo parlamentare Lega Nord Padania - movimento per l’autonomia) che rimanda al solo comportamento individuale i fatti accaduti nella caserma di Bolzaneto. “Una scusa per mascherare l’esercizio in termini organizzati della tortura per ordine delle istituzioni”.

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